Io sono...


Blogger: ariadipoesia
ariadipoesia Amo planare tra le parole raccogliendone i suoni per trasformare le loro note in magici colori per permeare le pagine di vetro.






Passeggeri nel vento


. . .

B E N V E N U T I


Siete tra le pagine di ariadipoesia. In questa pagina troverete quanto di me diventa trasparente attraverso le parole raccolte nell'aria. In questo spazio, che adoro codividere con i miei amici, le parole trovano casa e si spogliano del loro uso banale, per produrre suoni e immagini sempre nuove. Potete restare, se non avete fretta, e commentare. Siete sempre benvenuti. Angela ariadipoesia


ESTEMPORANEI


M U S I C A



Percorrono questo pezzo di strada con me:




B L O G - N A T O IL 31 OTTOBRE 2006





GLI AFORISMI

di ari@dipoesi@


L'ultima volta che mio padre fece sesso... Non ero ancora nata!

ari@dipoesi@

Il nostro presente è già
il viaggio nel futuro di ieri

ari@dipoesi@

Vivere senza maschere appare agli ipocriti una mascherata.

aria@dipoesi@

Vivi come senti e non come vogliono che vivi, perché uno è l'ingresso e una la sortita.

ari@dipoesi@

La vita è un'affacciata alla finestra... La morte ne chiude le imposte!

ari@dipoesi@

E' il lunedì il giorno che non avrebbero dovuto considerare nel calendario. Sabato e domenica già bastavano a riempire l'esistenza!

ari@dipoesi@

L'Uomo mette insieme tutti gli errori della vita e crea un mostro chiamato Destino!

ari@dipoesi@

La peggiore sventura è sentirsi soli, senza possibilità di sentire nemmeno la compagnia dei propri ricordi.

ari@dipoesi@

Alla fine la vita, è una partita già patta sulla scacchiera!

ari@dipoesi@

l'aforista è un finto saggio che si da molto da fare per far sembrare intelligenti le ovvietà.

ari@dioesi@





PARLIAMO
DI
HAIKU

di ariadipoesia
Cosa è l' Haiku ?

E' una forma poetica assai breve, costituita da tre versi di cinque, sette e ancora cinque sillabe.
La tradizione impone che questa composizione contenga almeno una parola che evochi la stagione dell'anno

Di cosa si tratta ?

Si tratta probabilmente della forma poetica più breve esistente al mondo

Chi è il poeta di haiku?

Il poeta kaiku è colui che è capace di essere insieme breve e conciso al fine di riuscire a racchiudere una profonda comprensione spirituale della natura in uno spazio espressivo così limitato.

In questo modo, attraverso i cambiamenti della natura che si cristallizzano nella sua mente, egli arriva ad esprimere il mondo dell'intangibile.

Per loro natura, gli haiku non hanno mai un titolo.

Come faccio a creare un vero haiku?

la divisione di 17 sillabe in tre gruppi di 5, 7 e 5 sillabe e dell'inclusione di un tema stagionale. sono le basi per cominciare a formulare un haiku.

Come una pittura o un giardino zen, l'haiku deve essere oggetto di meditazione, attraverso la quale scoprire la verità essenziale nascosta dentro i suoi versi.

Deve avere carattere di immediatezza evitando astrazioni e metafore e basarsi su immagini concrete per descrivere le sensazioni;

deve cercare di essere introspettivo e porre in primo piano verità, significati, difetti della vita umana;

deve usare un linguaggio di tutti i giorni, evitando il linguaggio fiorito o magniloquente della poesia;

deve mantenere un tono riflessivo, di eleganza discreta e amore delle cose semplici. .

La punteggiatura va usata con sapienza per eliminare ambiguità e scandire le pause; le maiuscole usate secondo le regole della prosa, per i nomi propri e dopo il punto.

Bisogna sapere che è dall'evoluzione dell haikai, una Forma poetica di 17 sillabe sullo schema 5-7-5 sorta nel periodo Tokugawa (1600-1867) di cui il Massimo esponente fu Matsuo Baschè, che è nato lo haiku.

Non vi è una netta distinzione fra 'Hokku haiku e haikai ed in genre oggi haiku li ingloba tutti

E' l'hokku quindi il primo collegamento cominciante di una catena molto più lunga dei versi conosciuti come haika.

Poiché il verso hokku ha dato il "tono" per il resto della catena poetica, ha occupato una posizione privilegiata nella poesia del poeta haikai. Così questa nuova forma della poesia che prende nome di haiku doveva essere scritta, letta e capita come poema indipendente, completo in sè, piuttosto che la parte di una catena più lunga.



In gran parte con gli sforzi di Masaoka Shiki, questa indipendenza è stata stabilita formalmente nel 1890 attraverso la creazione dell' haiku di termine.

Come si fa a sapere se alcuni componimenti sono haiku?

I versi famosi del 1600-1868) padroni del priodo Edo (come Basho, Yosa Busone Kobayashi Issa),

definiscono quali sono gli hokku corretti e come devono essere disposti nella prospettiva della storia del haikai.

Anche se ora sono letti generalmente come haiku indipendente.



HAIKU per la GENTE: Entrambi i termini, sono trattati ugualmente!



IMPORTANTE SAPERE CHE

La riforma di Kawahigashi Shiki introdotto da Hekigoto ha in più due ulteriori proposte:

-1)Haiku sarebbe: più allineato alla realtà se non ci fosse centro di interesse in esso.

-2)Importanza della prima impressione del poeta,

l'appena come era, degli oggetti presi da vita quotidiana e di colore locale per generare la freschezza. La distinzione fra il hokku ed il haiku può essere maneggiata usando i termini Haiku classico e Haiku moderno

.RICAPITOLANDO

La storia del haiku moderno data dalla riforma di Masaoka Shiki, è cominciata nel 1892,

Ha stabilito l' haiku come nuova forma poetica indipendente.

La riforma dello Shiki non ha cambiato due elementi tradizionali del haiku:

la divisione di 17 sillabe

in tre gruppi di 5, 7 e 5 sillabe

e dell'inclusione di un tema stagionale

ari@dipoesi@


B O T T O N I

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martedì, 06 maggio 2008

§§§

poesia, vita, guerra, morte, dedica, male di vivere, pagine di vetro, poesia sociale, scriverescrivere, fioridipensiero, pianeta uomo, metriche orientali

notte d'eclissi
sigaretta negata
irrita i bulli

colpi assestati
è diverso Nicola
senza divisa

non hai valore
se hai diversa bandiera
sei un  uomo morto


attonito urlo
inutile ogni  dire
diventa incenso


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giovedì, 24 aprile 2008

Fiammetta

poesia, miti, gioco poetico, scriverescrivere

Sono secoli che  restiamo mute
forse farci parlar timore incute?
Davanti a questa sfida il tal Boccaccio
ravvise era ora di scioglier legaccio


Parla Fiammetta, racconta la storia
prima che il tempo ne tagli memoria!

Sicuro che parlo è rotto lo schema
non  resto muta e che, fossi scema?

Il nome sapete e assai mi si addice
son fuoco che brucia e non traditrice
Piuttosto Panfilo, amore codardo
"lavoro a Firenze "disse, "il bastardo!"

"certo coi mezzi veloci che abbiamo"
disse mentendo, "spesso ci vediamo"
Le nuove notizie mettono le ali
specie se a  portarle son le vestali


Civettuoli sguardi di compassione
si capiva che erano qui in missione
quelle befane tutte compassate
disser "madonna a Firenze ci andate?

A Firenze a far che, figle mie belle
a Napoli mi godo mare e stelle!

Donna la nova non vi giunse ancora
Panfilo sposa la iovane Leonora!

A tal sentir come una schioppettata
per poco a terra cascai stramazzata
Certo che lo so! dissi con contegno
"le avrei mozzicate senza ritegno".

Sapean le oche ch'ei l' aveva celato
brutto porco, vorrei averlo ammazzato!

 Del suo nuovo lavoro ero sì fiera
chi immaginava trovasse mogliera.
Che cane! giurava amore fedele
Scema ,io sono qui a magiare il mio fiele.

Neanche una volta ha accennato la cosa
porca misera ma chi è questa sposa
a cui ha nascosto di avermi oltraggiata.
La storia è questa sono abbandonata!

Piangi or Fiammetta riponi la pena
rimettti in sesto che  cambia la scena
Quello non è un uomo è  voltagabbana
ha cercato la femmina  mondana

Quasi  se fosse  un grande commodoro
a guidar una nave piena d'oro
l'ho innalzato al di sopra delle stelle
e in anima ferita ne è la pelle

Non vesto sacco, non fò quest'errore
che ognun dica: Fiammetta è superiore
Mannaggia l'orgolio  mi tiene frenata
andrei tosto a Fierenze a far la scenata

Guardollo in viso direi:  spudorato
tu ch'hai preso il mio amore e lo hai stuprato
non credere ora che troverai pace
possa il sesso diventarti fallace!
 
Ma sono Fiammetta e passo alla storia
come donna senza senno e memoria
mediterraneo fuoco m'ha forgiata
che brucio amore senz' esser riamata .

.:.


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mercoledì, 23 aprile 2008

*^§^*

poesia, dedica, trasparenze, haiga, scriverescrivere

 

Nel sole gira
ottenebrando i sensi
la femme fatal

.:.


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mercoledì, 23 aprile 2008

Are(a)-Circe

poesia, miti, spiriti ribelli, gioco poetico, scriverescrivere, pozioni magiche

 

Vidi da lungi la nave approdare
presi la lira e mi misi a cantare
con voce fine dovevo ammaliare


-Uomini, bestie di guerra per mare!-


Pensieri erotici gli feci fare
nel palazzo mio poi li feci entrare
imbanditi deschi feci trovare

-Fiori e profumi poi feci filtrare-


 bevanda ambrosia a poterli inebriare
Ancor puzzolenti sporchi di mare
sbragati li dentro a gozzovigliare


-Ma che villani! a voi non vi pare?
Porci erano e 'sì li feci diventare!-

.:.


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martedì, 22 aprile 2008

Angelica

poesia, miti, spiriti ribelli, pagine di vetro, scriverescrivere

 

dalì


Cantami o diva della bella dama
che nella selva ognor se ne scappava
Ella fuggiva tra le frasche in fiore
del Furioso non voleva  l'amore


Si nomava Angelica la donzella
 tanto scontrosa quanto l'era bella.


Sostienimi musa fammi cantare
di quanta gente facea innamorare
Di come gli eroi rinchiusi in corazze
da lei non ebbero mai le carezze


Di come quel guerriero, che distratto!
male decise  compìre il suo ratto.


Aiutami a dire del senno d' Orlando
che disperato l'andava cercando.
Adesso mia musa tendi il tuo orecchio
e per le mie rime fammi da cerchio


Pensier d' Angelica fammi ascoltare
ch'io possa scrivere per tramandare.


Lì della selva facendosi sera
il suo pensierodi donna, quale era?
Ride in cuor suo del magifico Orlando
di cui non vuole nemmeno il suo brando?


Se dito d'alba sfiora il suo bel viso
trova una lacrima oppure un sorriso?
Com'è che alla fonte del disamore
Angelica beve e poi perde il cuore?

 -Musa solerte sgombrami la mente!-


"Bevve  al disamore sì avidamente
'ché per sua beltà era desiderata
ma volea per se stessa essere amata.


Mise cintura al suo sen verginale
la donna rinchiuse l'erotiche ale

Così scappava fuggìa da ogni corte
sentendo arrivar per lei malasorte.


Fuggiasca, raminga, morta nel cuore
passò molti anni e passò millun ore
poi la falce arrivò a mieter quel fiore
che non colse mai chi bevve all'amore
.

.:.


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domenica, 13 aprile 2008

azzurrità

poesia, vita, fede, anima, effetti speciali, piume, trasparenze, spiriti ribelli, pagine di vetro, scriverescrivere, pianeta uomo

azzurrità

Acini variopinti
ascendono
in danza di colori
Tra i fondali
d'azzurrità
ogni travaglio
è stinto.


Uomo
intelletto affina
osa altri percorsi
Non prono al destino
sfida
le leggi del banale
Sciogli
i legacci antichi
oltre le convenzioni
Vola
e intona un muto
inno di lode
all'armonia creatrice.

.:.


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lunedì, 07 aprile 2008

poesia, morte, dedica, parole in libertà, trasparenze, dedica ad un amico, pagine di vetro, scriverescrivere, pianeta uomo

-Cinereo giorno maledetto! -

Rrendi l'universo uggioso
e l'anima stracolmi
impietoso
d'amaro fiele
e stille di dolore .

-Urlo misericordia al Dio d'amore -

che fredda
come pietra
giaci
esanime
stanca del soffrire.

-Inutile il vestire mio  di sacco-


solitario sconforto
si spegne quel sorriso
che ricamò solchi profondi
sul tuo viso

 -  troncata la  mia radice -


Resta il timido
muto bacio
di un tramonto
anticipato
da eclissi  di vita

 -tremo -

.:.


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giovedì, 03 aprile 2008

epanse note

poesia, vita, eros, pagine di vetro, scriverescrivere

 

erotic


All' avanzar delle maree
sulle espanse note
dei sussurri tuoi
danzano
fremiti
ogni volta nuovi
in liquide densità di me

 
Risacca che avvolgo
Oceano che sfibri

 Tempesta
tormenti

incunei
profani
anfratti.


Torturi a fondo e lambisci
ripendi

l' onda
sotto-sopra

ancora.


 Spruzzi
di mare
che s'infrange
su calma spiaggia
a riprendere
vigore.

.:.


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mercoledì, 02 aprile 2008

etiogensi del renga []

racconti brevi, guerra, meditazioni, pagine di vetro, scriverescrivere

 


RIFLESSIONE


 

 

Il gioco degli scacchi è un esercizio di alta strategia militare

lo scopo del gioco e non lasciar catturare il re.

Due gli eserciti sfidanti

neri e bianchi.

Si impiegano moltissme energie in questo sport.

I contendenti devono mantenere la calma

rielaboae ad ogni mossa,

soppesare bene ogni movimento,

prevedere la mossa sucessiva

 e  le implicazioni che questa manovra produce.

Si adoperano ad  anticipare, per ognuna,

la rispetiva contromossa

che produca meno danni al proprio regno,

sia che  siano in difesa,

 sia che stiano avanzino verso la vittoria,

quando stanno attaccando con tutte le energie.

I due contedenti si scrutano,

guardano quello che hanno,

quello che sulla scacchiera resta ad ogni mossa.

Appuntano sui fogli le loro conquiste,

 i danni prodotti, le mosse impreviste.

In genere è la regina ad uscire allo scoperto

e gli alferi come giovani corteggiatori

la difendano dalle insidie.

Succede spesso che la regina

pericolosamente minaccia il re

che è costretto allora ad arroccare

 per evitare il peggio.

E' la  sua torre a fargli da difesa e scudo.

Estenuante gioco per chi non è  avvezzo a battagliare

Si dice che solo i " veri colonnelli" resistono bene in questo gioco.

Angela

.


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martedì, 01 aprile 2008

^*

poesia, dedica, haiga, poesia sociale, scriverescrivere, metriche orientali, collezione quaderni doriente

1.4.08


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venerdì, 28 marzo 2008

a proposito di incipit...

parole in libertà, pagine di vetro, scriverescrivere, scritto tra amici

-La vita è un attimo arricciato
sulla parete dell'eternità-

Lo ha detto Marco, lui è un noto appaltatore di Livorno.

Hanno detto che spesso si sofferma a poetare guardando il capomastro dare indicazioni sulla calce da mettere sulle pareti.

Raccoglie il rumore dei suoi passi dai ruscelli sgretolati, per ricordarne il suono. Certo è un tipo strano, molto strano... sempre accoccolato tra i suoi pensieri, con il naso su ad annusare il vento. 

Si è accoppiato con quell'imbianchino, quel tal Guido, che si diletta a tracciar poemi tra il vento caldo e la sabbia rossa, disegnando lampi e cotigiane.

Certo che si son dati un gran da fare a mettere in essere tutto quel casino. Parlare di un eternità di cui ciascuno sa che ne ha il destino.

Arrampicati sul muro " dell'amore " una gran folla si urta, si fa largo, per dir la sua, per scivere come su un biliardo dove però manca il pallino. La stecca vaga in cerca di qualcosa, che è calce sgretolata, ma sembra polvere di stelle, che profuma di poesia.

-La vita è un attimo arricciato
sulla parete dell'eternità-

...Se ci pensi, sembra una specie di scrigno, invece è solo polvere.

Polvere appiccicata alla men peggio, proprio su quel muro che senza di lei sarebbe diroccato.

senzaluna&ariadipoesia

.:.


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mercoledì, 26 marzo 2008

Eternita [incipit di Marcoforever]

poesia, vita, piume, morte, trasparenze, pagine di vetro, scriverescrivere, a passeggio nei blog, pianeta uomo


Kurtz 58

-La vita è un soffio generosamente dato
porta d'accesso per l'eternità-

Epitaffio  convinto

di esistenze umane.

*

Chi è colui che il tempo

 ha vissuto a piene mani

che si guarda indietro

 e non vi trova affano?

*

Qual' umile mortale

non ha nel cuore ancora

  di rimandare il viaggio

di un domani ancora?

*

Tu mite pellegrino

in valle di periglio

dovrai varcar la porta

dell'estremo tempo tuo

*

Condensi in aforisma

la tua unica storia

-La vita è un attimo arricciato
sulla parete dell'eternità-

.::.

 


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martedì, 25 marzo 2008

Eternità (incipit passeggeri nel vento)

diario, racconti brevi, fantasia, piume, parole in libertà, pagine di vetro, scriverescrivere, a passeggio nei blog, sorprese piacevoli

Kurtz 58

 

Giovedì ore 15:20

 Sono a Parigi da ieri sera e non faccio altro che sistemare le copie eliografiche portate dall'Italia, le controllo con l'impegno di chi le ha davanti per la prima volta per analizzarle nei dettagli.

Domattina ho un incontro con l'ingegnere Cody, referente della ditta petrolifera con la quale dovrei collaborare, è importante per me che le giudichi perfette.

Ho messo tutto il mio impegno e il mio sapere in questo progetto, ne sono soddisfatto. Pregusto, riponendo le copie, il momento in cui questo mio collega francese, mi dirà "tre bien". Sarà il momento in cui darò un urlo silenzioso di gioia, sarà l'attimo della mia glorificazione professionale, il momento in cui tutti i sacrifici passati saranno magicamente trasformati in coriandoli di ricordi.

Alle 17 Cody sarà qui, forse è il caso che scenda ad attenderlo nella hall, sicuramente è una persona molto anziana. Dicono sia il massimo esperto di  francese per quanto riguarda la sicurezza degli impianti di estrazione.

Lancio uno sguardo allo specchio, e mi sistemo la cravatta alla meno peggio, non mi è mai riuscito bene fare il nodo, e non sopporto le cravatte. Sono decisamente nervoso, il tempo sembra essersi fermato.

Nel mio andare e venire dalla finestra alla porta, immagino mille volte l'incontro, prima un saluto di circostanza, stavolta scandirò bene il mio nome, in modo che lo si capisca bene. Che sarà mai  sù! Dirò quattro parole dette così per creare un clima di accoglienza, già!

 Qualcosa mi inventerò al momento,  non posso prendermi l'affano adesso a tessere un brogliaccio di discussione. Non so neanche se ci sente bene, parlerò francese, questo è sicuro, sperando che mi ricordi tutti i vocaboli che serviranno.

 Questa mania di far prevalere per forza le lingue anglofone, normale poi  che il francese resta legato alle sole riminiscenze scolastiche. Guardo in continuazione l'orologio, quindici minuti ancora all'appuntamento, forse è meglio cominciare a scendere nella holl almeno riservo un posto appartato nel salottino.

Porto con me la valigetta con le copie dei progetti e guadagno un angolo molto luminoso di fronte alla porta girevole dell'albergo, per non voltarmi continuamente nell'attesa che il mio collega arrivi.

Ci siamo è quasi orario. Spero non ci sia traffico. Continuo a guardare in continuazione la porta tenendo d'occhio l'orologio.

La puntualità è la prerogativa delle persone responsabili  e competenti, avrà previsto il traffico, arriverà in orario, mi dico per tenermi calmo.

 La gente continua ad entrare e uscire dal quel posto, la porta gira in continuazione.

Riguardo l'orologio, sono passati dieci minuti, mi alzo per controllare che funzioni questo stramaledetto orologio, confrontando l'orario con quello dell'accettazione che è alle mie spalle.

-Ingegnere Moselli?

Mi volto di scatto, una rossa da infarto, con un sorriso smagliante e due occhi neri da cerbiatta mi tende la mano.

-Non era in stanza e ho chiesto in portineria, mi hanno indirizzata qui. Piacere sono l'ingegnere Cody, mi stava aspettando.

Per poco non svengo, quella donna era la sorpresa piu bella che mi potesse capitare.

 E proprio vero che -La vita è un attimo arricciato
sulla parete dell'eternità-

Piacere mio ingegnere... piacere mio.

 

continua...


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giovedì, 13 marzo 2008

Mors et Vita

articolo, trasparenze, scriverescrivere, magie sannite, testi quaresimali

www.san-modesto.it/MorsEtVita.pdf

 

Singolare iniziativa quella della parrocchia di San Modesto in Benevento, dove una ciurma di circa 50 giovani dall'età compresa tra i 16 e i 25 anni, hanno proposto, organizzato, allestito e interpretato un musical di tutto rispetto, in tempo di quaresima.

Alla prima, tenutasi in uno dei maggiori templi beneventani, il Comunale, la folla di Popolo era tanta che che si è resa, assolutamente necessaria, la replica dello spettacolo nel territorio parrocchiale; replica, per altro, già prevista da questi giovani, instancabili  nell'annunciare il trionfo della Vita sulla morte.

Possiamo dire che ha straordinariemente e positivamnte colpito subito la sensazione di ordine e precisione, a cominciare dall'ingresso alla sala, dove le hostess, hanno disciplinato l'accesso per far iniziare, incredibilmente con puntualità, lo spettacolo.

Breve la presentazione del Regista che ha dato la chiave di lettura dello spettacolo con un unico invito al raccoglimento, niente applausi ma attenzione e silenzio, per fare memoria, insieme allo staff e agli interpreti, della lotta di Cristo (Vita) con la morte (peccato).

Una scenografia sobria, senza fronzoli, ma al passo con i tempi e con le nuove tecnologie ha reso godibile lo spettacolo regalandoci l'illusione di cambiamenti  di ambiente in tempo reale.

La coreografia mai invadente, ha sottolienato i momenti salienti della lotta per esplodere nella gioia finale della vittoria della Vita.

Un corpo di ballo che non si è mai risparmiato di dare il meglio di se  ed un coro ben amalgamato che ha saputo tenere dall'inizio alla fine il passo esatto.

Sobri  i costumi di scena che sia nei tessuti ,sia nei colori, sono stati concepiti e studiati  in una  fedele ricostruzione periodo stella Passione. Il trucco, le luci, l'audio tutto era  pressocché perfetto.

Abbiamo potuto godere di una delle piu belle rivisitazioni libere del dramma sulla passione di Cristo:  Morte e Vita a duello di Cento-Poleggi-Puccio.

I personaggi sul palcoscenico hanno tutti, proprio tutti, dato prova di grande passione e voglia di donarsi, ogni caretterizzazione dei personaggi è stata così sentita da non dare mai l'impressione che si stesse assistendo ad un musical di non professionisti dello spettacolo.

Sulla locandina, fuori del teatro, i nomi di quanti si sono donati in quest'opera evangelizzatrice contatndoli sono 49, ma certamente altrettanti, hanno contribuito come hanno potuto e hanno gioito tutti insieme, per aver puntualmente raggiunto l'obiettivo; arrivare ai cuori e alle coscienze di quanti erano in sala.

Chi sono? Li riconosci subito questi nuovi evangelizzatori, hanno stampato sul volto il sorriso, e tra le loro mani hanno la consapevolezza di avere un dono straordinario da far risplendere e da donare, la loro stessa vita per l'Amore.

 

 


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domenica, 09 marzo 2008

aforisma

amici, aforisma, trasparenze, dedica ad un amico, pagine di vetro, amici di ariadipoesia, scriverescrivere, magie sannite, sorprese piacevoli

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Il nostro presente è già
il viaggio nel futuro di ieri

Angela De Blasio


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domenica, 09 marzo 2008

Le figure retoriche

effetti speciali, scriverescrivere, regole di composizione, comunicazione e poesia, studiarestudiare

La poesia ricorre fin dalle origini alle figure retoriche, sa suscitare così, sensazioni "forti" e arriva al cuore del lettore, dell'ascoltatore, ricorrendo a tecniche elaborate ma efficaci.

Ecco le figure retoriche più comuni e, ancora oggi, più riconoscibili

Allegoria :

     E' un'immagine o un discorso che nasconde un significato diverso dal suo significato letterale, di carattere simbolico e di ordine per lo più morale o filosofico.

Questo procedimento retorico permette di trasformare nozioni astratte o concetti morali in immagini spesso suggestive. Oltre che riguardare i singoli elementi di un'opera , come ad esempio, la lupa, nella Divina Commedia di Dante, è usata per indicare  l'avarizia, può riguardare intere situazioni così, una barca abbandonata sulla spiaggia indica la solitudine dell'uomo.

Allitterazione

     E' una ripetizione della stessa vocale, consonante o sillaba, all'inizio o all'interno di due o più parole contigue e legate dal senso.

 In poesia, nelle canzoni e negli annunci pubblicitari, viene usata per far risaltare determinati effetti musicali e per mettere in evidenza certe parole; ad esempio nei versi di Carducci il suono delle parole esprime quello che le parole già esprimono con il loro significato, cioè il fischio improvvisodi una locomotiva vapore:   

... immane pe' l buio

gitta il fischio che sfida lo spazio.

Di fatto, qui, il suono acuto delle i e il suono sibilante delle s, rafforzati dall'accostamento con consonanti come f, p e z, suggeriscono, anche a livello fonico, l'idea del fischio che lacera il silenzio di una fredda mattina.

Anafora

 E' la ripetizione di una o più parole nell'ambito di più versi, all'inizio di più versi successivi, allo scopo di sottolineare un determinato concetto. Così,nei seguenti versi di Dante (Inferno, canto III) la ripetizione "Per me si va"  vuole indicare chiaramente il destino dei dannati:  

   Per me si va nella città dolente,  

per me si va nell'eterno dolore,

    per me si va tra la perduta gente.

Antonomàsia (Dal greco antonomasìa,"parola che sta al posto di un' altra").

     Consiste nell'utilizzare un nome comune invece di un nome proprio che lo individua e lo caratterizza :

 "Il sommo poeta"= Dante Alighieri,

 il Vate " =Gabriele Dannunzio;

 o viceversa il nome proprio in luogo di un nome comune, quando le qualità del personaggio sono diventate proverbiali

"un giuda"= falso e bugiardo come Giuda;

"una Venere"= una donna bella e seducente come la dea della bellezza Venere.

 Chiasmo

  Consiste nel disporre, in forma incrociata,termini corrispondenti di due coppie di parole o di frasi, in modo da rompere il normale parallelismo delle parole.

Così nel seguente verso di Leopardi,"odi greggi belar, muggire armenti ",

l'ordine parallelo "sostantivo + verbo" è stato rotto per costruire uno schema incrociato "sostantivo + verbo/ verbo + sostantivo":

odi greggi belar, muggire armenti  

        a            b              b              a  

 Enjambement (Dal francese enjamber, "oltrepassare")

Quando la fine di un verso non coincide con la fine di una frase e la frase continua nel verso seguente  si ha un enjambement.

Mentre, infatti, poeti come Dante tendono a fare coincidere l'unità metrica del singolo verso con l'unità sintattica e concettuale di una frase, di modo che ogni singolo verso abbia un significato compiuto e autonomo, a partire dal Cinquecento, e poi sempre più spesso nell'Ottocento e nel Novecento, i poeti spezzarono queste coincidenze, sia per dare maggiore rilievo a singoli elementi sia per creare una più intensa fluidità ritmica che modificasse la rigida e monotona scansione dei versi. Così, per esempio, nell'Infinito di G.Leopardi, l'enjambement produce fratture tra termini che di solito costituiscono nessi unitari del tipo

sostantivo-aggettivo:

Ma sedendo e mirando, interminati

spazi di là da quella, e sovrumani

silenzi... ...

Sostantivo- complemento di specificazione:

e questa siepe, che da tanta parte

dell'ultimo orizzonte il guardo esclude...

Soggetto- predicato verbale:

... io quello

infinito silenzio a questa voce

vo comparando.

Predicato verbale- oggetto: 

... e profondissima quiete

io nel pensier mi fingo.

Ipèrbole (Dal greco hypér,"al di là" e bàllo,"getto").

Consiste nell'esprimere un concetto o un'idea con termini esagerati, tanto esagerati che, presi alla lettera, risulterebbero inverosimili o assurdi.

"Mi si spezza il cuore";

 "Facciamo quattro passi";

"Te l'ho detto un milione di volte"

 L'iperbole viene usata per moltiplicare l'effetto di un discorso, con risultati, di volta in volta, comici, ironici o sarcastici o semplicemente enfatici.

 Litòte (Dal greco litòs, "semplice").

Consiste nell'esprimere un concetto in forma attenuata, per lo più negando il concetto opposto.

 Come ad esempio nei Promessi Sposi, dove A.Manzoni, anzichè dire che Don Abbondio era un vile, dice che "di certo non era un cuor di leone".

Metàfora (Dal greco metaphèrein, trasportare).

Consiste nel sostituire a una parola un' altra parola legata alla prima da un rapporto di somiglianza.

Non può essere semplicemente considerata una "similitudine abbreviata" per il fatto che realizza in forma immediata e sintetica il rapporto di somiglianza che di solito viene presentato in forma analitica mediante una similitudine o un paragone.

Propone cioè, una vera e propria identificazione attraverso una forzatura. Così, la metafora "Sei una volpe"  è molto più forte dell'abbreviazione della similitudine "sei furbo come una volpe".

 Le metafore possono essere costruite in vari modi: 

- con un sostantivo ("una montagna di compiti"; "una salute di ferro" );

- con un aggettivo ("gli anni verdi"=della giovinezza);

- con un verbo ("il pavimento della stanza   balla"); 

- con un predicato nominale ("quella ragazza è una perla"; - "sei proprio una zucca!").     

     

 Metonìmia (Dal greco metonymìa, "scambio di nomi").  

Consiste nell'indicare una cosa non con il suo nome abituale ma con il nome di un'altra cosa che è legata alla prima da un rapporto di contiguità, cioè da una "vicinanza" di significato, da un'affinità di tipo logico o materiale. In particolare la metonimia può indicare:  

 - l'effetto per la causa ("guadagnarsi la vita con il sudore"= con un lavoro pesante, che fa sudare);                                                       Ossimòro

-la causa per l'effetto ("sentire le campane"= i rintocchi delle campane);      

-la materia di cui è fatto l'oggetto per l'oggetto ("lucidare gli ottoni"=gli oggetti di ottone);                                                

-il contenente per il contenuto ("bere un bicchiere"= il vino contenuto in un bicchiere);                                                  

-l' astratto per il concreto ("la giovinezza è spensierata"= i giovani);                          

-il concreto per l'astratto ("avere del fegato"= del coraggio);      

-l' autore di un'opera per l'opera ("leggere Leopardi"= le opere di Leopardi);  

-il luogo dove una persona si trova per la persona stessa ("una decisione della panchina"= dell'allenatore della squadra che, durante la partita, è seduto sulla panchina).  

    Onomatopèa (Dal greco onomatopoìa,"creazione di un nome").                   

 Consiste nel riprodurre e nell'imitare, mediante i suoni della lingua, suoni naturali e rumori reali. Ad esempio, nei versi che seguono, Giovanni Pascoli, riproduce suggestivamente il rumore del tuono inserendo all'interno delle parole suoni che richiamano il suo significato:

... il tuono rimbombò di schianto

rimbombò, rimbalzò, rotolò cupo,

 

     Consiste nell'accostare, nella stessa locuzione, parole di significato opposto, che si contraddicono a vicenda.  Un simile accostamento produce effetti espressivi densi di significati inediti e suggestivi.

Per esempio:

"grido silenzioso";

"amara dolcezza";

"ghiaccio bollente".

    Perifrasi

     Consiste nell' usare un giro di parole invece del termine proprio per indicare una persona, una cosa o un concetto.

Come per esempio, in questo verso di Dante: " il bel paese là dove il sì sona"       (= l'Italia).

Questa figura retorica è molto usata nella diplomazia.

Similitudine

Consiste nel stabilire un paragone tra due termini (persone, oggetti, situazioni, sentimenti) che hanno qualcosa in comune collegandoli con nessi comparativi del tipo:

 così...come,

 quale...tale,

sembra,

assomiglia, ecc...       

Esistono similitudini brevi e semplici, come la seguente, di G. Ungaretti

L'Isonzo scorrendo

mi levigava

come un suo sasso.

 

 

Sinestesìa

Consiste nell'associare, all'interno di un'unica immagine, nomi e aggettivi appartenenti a sfere sensoriali diverse che, in un rapporto di reciproca interferenza, danno luogo a un' immagine vividamente inedita, come nel seguente verso di S.Quasimodo:           

                l'urlo nero della madre       

in cui una sensazione uditiva "urlo" è unita a una sensazione visiva "nero", a suggerire l'idea di un dolore e di un' angoscia senza fine.

 Altri esempi: "fredde luci";

"colore caldo".

 

    www.delfo.forli-cesena.it/ssagrario/home_itg/index.htm


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alle ore 13:59
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domenica, 13 gennaio 2008

MutaMenti

deliri, fantasy, piume, parole in libertà, trasparenze, pagine di vetro, giochi poetici, scriverescrivere, fioridipensiero, magie sannite, pozioni magiche, pianeta uomo

 

 

 

tempo

l'arco del sole volge lo sguardo all'ultimo quarto

e oltre le ginestre s'arrossano i colli

pioggia di stelle disegna tra gli astri

alabarde di note

riflesse

 in lacrime sospese

sul giovane viso

che conta le briciole di tempo

disegnare dune nelle clessidre mute

nell' onde silenziose immerso

 ritrova il sereno

rivive notti di passione 

danze tribali e  fuochi

con punta di dita riprende

a ricamare il cielo

Andromeda è vicina e gli riscalda il cuore

che il ghiaccio della Lattea aveva preso

riconquistata la  sua ellisse

rinasce alla voglia di volare

intanto il firmamento

dipinge la notte di stelle cadenti.

 

 


Raccolto nell'aria da ariadipoesia
alle ore 19:04
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venerdì, 11 gennaio 2008

lo sciamano

vita, scriverescrivere, scritto tra amici

Un angelo cadde su un prato che non fioriva,  
donò le sue ali, divenne pazzo senza il volo
.

 

Il prato fiorì di rose mai viste


Tutti divennero custodi del giardino dell’angelo... 
Il tempo si lasciò andare come un vecchio che 
chiuse gli occhi  per l’ultima volta
 


Il fuoco rise come un bambino

allo schioppettio della legna arsa nel camino.

 

L'unica  signora sicura di sopravvivere sulla terra si umiliò

 

L'acqua impallidì schiumando

 

Quando la terra esplose 

in un turbine di confusione e privazione 
 nel mondo, che uguale più non era,

 

Il Logos diede un nuovo ordine 

di numeri e di parole alla rovescia.

 

Il nuovo mondo comandato da egoistico “il mio e l’io”


l’IO e il MIO pervase ogni creatura

chiuse le porta dell’antico solidale

e tradizione e storia  
sparirono nel nulla

come se non fossero mai stai.

 
Si smarrì nella goccia di una lacrima fanciulla 

 

 l’Innocenza non trovò piu casa

  e barbona vagabonda 
 si trascina in solitudine schiva,

schiava e malata,

nelle strade del nuovo ordine sovrano. 


Poi Profezia,  se Profezia è stata

 si conclude con l’addio

del cinico al sensibile.

 

Una nuova serpe spuntò

nello stagno delle vecchie gracchianti ideologie

 L’ordine era l’IO e l’IO pervase

 mangiò tutto. 
il Mio ebbe il primo posto accanto al trono.
 
Il Tempo, fattosi sciamano

 ai piedi di un olmo  prega

acqua e fuoco, vento e terra

 in processione  
come sciame in estinzione

   compagni nella gloria perduta
 
Continuò a piovere quel giorno…ma domani… domani…

 

 L’indomani  sarebbe dovuto andare al lavoro, e in quel momento tutto quel pensiero svanì.

 

Scritto da ariadipoesia e aladifalco 

 


Raccolto nell'aria da ariadipoesia
alle ore 23:00
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lunedì, 29 ottobre 2007

00_h

poesia, deliri, memoria, guerra, morte,