Siete tra le pagine di ariadipoesia.
In questa pagina troverete quanto di me diventa trasparente attraverso le parole raccolte nell'aria.
In questo spazio, che adoro codividere con i miei amici, le parole trovano casa e si spogliano del loro uso banale, per produrre suoni e immagini sempre nuove.
Potete restare, se non avete fretta, e commentare.
Siete sempre benvenuti.
Angela ariadipoesia
martedì, 06 maggio 2008
poesia, vita, guerra, morte, dedica, male di vivere, pagine di vetro, poesia sociale, scriverescrivere, fioridipensiero, pianeta uomo, metriche orientali
notte d'eclissi colpi assestati non hai valore
sigaretta negata
irrita i bulli
è diverso Nicola
senza divisa
se hai diversa bandiera
sei un uomo morto
attonito urlo
inutile ogni dire
diventa incenso
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3Scrivo anche su :
mercoledì, 23 aprile 2008
poesia, miti, pagine di vetro, poesia sociale, gioco poetico
Suolo beato ora offeso e calpestato ora il fetore di immondizia sale e vi introdussi l'arte dell'arare ma dal fetor che arriva da tali are -Così ora state freschi col pisello- avevate la manna da mangiare ora che tutto avete sperperato :.:

Dall'Olimpo son tornata in costiera
a render testamento son venuta
per questa terra di cui andavo fiera
che troppo tempo son restata muta
rocce di calcio e colorati agrumi
passeggiate de li Dei era nomato
'che al cielo n' arrivavano i profumi
copre ogni zolla lo rifiuto umano
lo peggio sterco dell'uomo animale!
Io generosa vi diedi il cereale
al di sopra sì elevai uomo bestiale
perchè del lavor suo potèa campare
io fui destata e ora vedo il macello
che non si sa più dove sistemare
l'Olimpo si ritiene esautorato!
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3Scrivo anche su :
venerdì, 11 aprile 2008
viaggi, poesia, vita, male di vivere, poesia sociale
Aberrate immagini Ferma Sul filo del binario Questi Il mio treno .
nel cocente leone
c' afa e salsedine
nel tempo
imprigionano
alla stazione della vita
senza bagaglio a mano
aspetto
Sbuffando
arriverà
quel treno
ancora
fischiano
partenze
annunciano
arrivi
solo per quei figli di perduta
che stringono mani intrise di morte
e pagano con polvere e ghiaccio
paradossalmente
salgono
scendono
dai treni
cambiano
rotte e binari
che prostitute di politica
hanno lubrificato.
quello degli onesti
quello di chi viaggia
col biglietto bene in vista
non passa mai in orario
arriva
lento
stanco
madido di pianto
nel viaggio estenuante
tra ciottoli levigati
da fiumi di parole
e sassi di vita
Viaggerò
con scarpe impolverate
e schiena dolorante
certa
della speranza di riscatto.
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martedì, 01 aprile 2008
poesia, dedica, haiga, poesia sociale, scriverescrivere, metriche orientali, collezione quaderni doriente

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3Scrivo anche su :
martedì, 03 aprile 2007
poesia, fede, filosofie, haiga, poesia sociale, collezione quaderni doriente

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martedì, 03 aprile 2007
poesia, folletti, haiga, poesia sociale, collezione quaderni doriente

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3Scrivo anche su :
venerdì, 09 marzo 2007
poesia, poesia sociale, poesia tra amici
Sette i dadi tratti a sorte Tira il sasso il fariseo intrigantemente & ariadipoesia
dalle vetrate contro vento
poca vita e molta morte
nessun' ospite all'evento
il declino crea sgomento
sputi anche in parlamento
mentre lucida tabella
pronta già nuova gabella
Sette i dardi nella faretra
tende il filo a più non posso
l'arco rotto in mano arretra
era pronto il colpo grosso
farà guerra con la pietra
finché non sarà rimosso
Porta acqua il samaritano
ma il deserto ha sempre sete
passa morte e ancora miete
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giovedì, 01 marzo 2007
poesia, ricordi, pace, guerra, male di vivere, pagine di vetro, poesia sociale
Fragore. Occhi sbarrati Dio che macello! Squilli di trombe Che orrore! Sgomento Quanto dolore! Capri immolati. E sono qui Inutile creatura Un fiore è una stele Sono popoli e popoli Ride, la bugiarda
Fiamme.
Incredulità.
Terrore.
Polvere...
Errore?
apocalittici giorni.
Spavento.
Inermi vittime.
seduta al dolore
guardo in diretta
lo scempio.
atterrita dal disincanto
di solidale presenza.
al lacerante dolore.
a stracciarsi le vesti.
In nome di un Dio
che genera amore
si odia e si uccide
ancora una volta.
cinica pretesa di riscatto.
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martedì, 27 febbraio 2007
poesia, pace, fede, guerra, pagine di vetro, poesia sociale
Capi coperti per grande protezione in elmi arrugginiti
Sormontati da cimieri blu segno di moltitudine terrestre
(gridano da Aquilonia urlano forte ... ma insolente il Coccodrillo non risponde)
Teso è l’arco contro il cielo ormai puntato
la freccia di Pàndaro è pronta al tiro
il più forte-debole scoccherà quel dardo
(grida dallo stagno asciutto il Coccodrillo... Aquilonia prepotente non risponde)
Avrà di nuovo vita il già gustato fungo avvelenato
Al bagliore di una supernova ci spegnerà per sempre
La rosa dei venti muta e marcia e flaccida ogni pelle rende
(il Coccodrillo sordo e senza voce affoga in limaccioso stagno
mentre in acque blu Aquilonia s'appressa lavandosi le mani)
La vecchia Europa assisa tace, mentre il Pastore bianco
Richiama sparse greggi e armenti, nell' Uomo fiducioso
A ritovare senno per condividere prati verdi ed irrigare deserti.
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3Scrivo anche su :
martedì, 09 gennaio 2007
vita, attese, trasparenze, pagine di vetro, poesia sociale
Aberrate immagini sotto il cocente leone che afa e salsedine imprigionano ferma alla stazione della vita senza bagaglio a mano aspetto il mio treno sbuffando arriverà L'occhio al filo del binario e lacrime sul viso mentre il capotreno fischia partenze solo per quei figli di perduta che stringono mani intrise di morte che pagano in polvere e ghiaccio Questi paradossalmnte salgono e scendono dai treni cambiano rotte e binari che prostitute di politica hanno lubrificato Il mio treno quello degli onesti senza bagaglio a mano quello di chi viaggia col biglietto bene in vista non passa mai in orario e quando arriva è madido di pianto e di sudore Troppo cammino fatto nelle scarpe impolverate dai ciottoli di strade sconnesse dai sassi di vita ma i piedi stanchi feriti a sangue non lacerano la speranza del riscatto. 
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sabato, 06 gennaio 2007
pensieri, poesia, altro, gente strana, meditazioni, piume, trasparenze, pagine di vetro, poesia sociale
La befana intransigente s'era persa la gonnella
ha chiamato trippitella per farsene dare una più bella
poverino si è affannato ha cucito e ricamato
ma la vecchia signora mai contenta a pedate lo ha scacciato
si è circondata di folletti uno sordo, uno cieco, uno sbadato
ha pensato e ripensato, ed un circolo per ricamo ha fondato
si ricama la calzetta poi l'allunga se va stretta
chiamerà cento soldati per guardargli la casetta
tutta bianca e ripulita con lo sporco giù in cantina
che oramai non ne può più e il fetore viene sù che è na rovina
con i panni sporchi stesi al sole e brandelli di lenzuola
cocci usate e vecchi scarponi con le toppe nelle suola
tutto è pronto ora i cocci son messi belli in fila a far i modelli per la prima
ma la befana non comprede che se non dai amore, ripulisci, ma non hai niente.
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giovedì, 04 gennaio 2007
poesia, pace, guerra, sperimentazione, pagine di vetro, poesia sociale, gioco poetico
12 aprile 2003. Alla pace;speriamo che finisca presto questa assurdità, che ci distruggerà e ci vedrà fratelli armati l'uno contro l'altro. da
oggi
solcano
aquiloni stinti
i cieli della pace
avanzano ostinati a planare
tra cumuli lembi gonfi di lacrime
sul dattero, il sicomoro e sui fior di loto vento di speranza soffia diperato
a disegnare solchi di luce nel plumbeo strato
hanno beccato la mela, l'aquila s'accascia
liscia le ali sul palmeto desolato e trema
deus ex machina, non fa più miracoli
di blu tinto di stelle casco tiene
stinta di non colore la bandiera
che tenbre di uranio pregna
anche il suono è spento
su barricate di silenzio
coscienza è morta
e testamento
radio attivo
resta
ora
si
o
s
c
u
r
a
o
g
n
i
s
o
r
r
i
s
o
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3Scrivo anche su :
sabato, 23 dicembre 2006
poesia, ricordi, vita, guerra, trasparenze, pagine di vetro, poesia sociale, aspettando natale
Fotografie scattate
con obiettivi
di aberrante precisione
mutano eventi
distorcono
realtà propagandate
stagliandosi
precise
nel profilo del morente
grondante di sangue.
Midriasi in occhi
di fanciulli eccitati
osannanti
tra folle incendiarie
di bandiere non proprie
mostrano
tragiche parodie
di sbandierate vittorie
celate
in burka per anime
che non saranno
mai consolate.
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14:24
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3Scrivo anche su :
venerdì, 22 dicembre 2006
poesia, gente strana, fantasy, leggende, trasparenze, male di vivere, pagine di vetro, poesia sociale, aspettando natale, diversabili
Al chiaro di luna Lui solo sa di certo quella ombra fu una fata. 
luccica il porfido
scivoloso al passo
finestre spente
nel vicolo stanotte
guardano al silenzio
vaga stanca l'ombra
che struscia con fatica
chiocciola di carrello
spinto nel grido muto
e piove ancora buio
su sella di speranza.
S'infrange l'ombra d'ombra
su muro di mortella
tingendola di scuro.
Cocci sparsi di vita
lamiere di pensieri
raccolti sulla via.
Il bastardo rognoso
dal collare di fune
ne segue ogni passo
leccandogli le dita.
ch'un tempo non lontano
prima d'errar raminga
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09:05
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3Scrivo anche su :
mercoledì, 20 dicembre 2006
poesia, gente strana, guerra, natale, attese, dedica, ansia, male di vivere, pagine di vetro, poesia sociale, aspettando natale
esile tessuto di ragno strenne natalizie insiste la vecchia ed era Natale? una voce metallica
alla porta socchiusa
sul destino del mondo
è la speranza
distraggono la mente
in luci colorate
la coscienza è stinta
acredine a trattenere
giovani in trincea
materne lacrime
inondano la terra
si chederano increduli
bianchi e tremanti
i sopravvissuti
incessantemente
continua a ripetere
buone feste.
Raccolto nell'aria da ariadipoesia
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20:05
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3Scrivo anche su :
martedì, 19 dicembre 2006
poesia, trasparenze, male di vivere, pagine di vetro, poesia sociale, aspettando natale
Lisa giovane amica, Tu hai conosciuto la lama tagliente che trancia le ali ai sogni, e che sprofondata nel precipizio, hai saputo raccogliere briciole di piume per farne un bricolage e incollarlo al posto delle ali, insegnandomi che l'amore può nascere anche dal dolore lacerante. Buon Natale Lisa.
In spazi di assoluta solitudine *
su malinconiche pagine
scritte con inchiostri di indelebile china
Chinata sulla vita stessa
avvitandosi disperata
in spasmodiche contrazioni
di membra prostrate dal dolore
sfocia in liberatori pianti.
Si accinge a proseguire incerta nel domani
tenendo nel ventre stretto
il frutto di un amore ormai negato.
Ritornerà il sorriso Lisa
ritornerà a brillare alto il sole
a questo figlio tu darai tutto l'amore.
Raccolto nell'aria da ariadipoesia
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3Scrivo anche su :
domenica, 10 dicembre 2006
Ci sono papaveri sulle colline, carri armati lungo le strade, polvere tanta polvere dietro il forno, eppure Nagy sono compagni. Ora ti bollano come traditore, mentre guardi la tua gente, compagni operai lungo le strade, bandiere rosse senza perdoni. Ci sono cieli pieni di pianto, mitra che parlano di libertà, imperialisti ed oppressori, strappano la gonna di una madre. Nagy ora non hai più le certezze, solo la voglia di stare con loro, con la bandiera della tua patria, compagno Nagy tra le macerie. La stella rossa perde le punte, la classe operaia con il fucile, mentre i papaveri sulle colline, piangono il sangue dell’Ungheria.
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3Scrivo anche su :
mercoledì, 06 dicembre 2006
Colline di detriti e immondizia e donne e bambini e vecchi a frugare su quelle montagne portano carrelli rotti della spesa li riempiono di stracci e rotte speranze muoiono i potenti della terra umanità diversa e drogata nei loro castelli in cima ad altri monti creano l'immondizia della terra. Piccolo,sporco quanti anni hai? litighi per un robot di latta sulla collina dell'immondizia non hanno eretto croci.
Raccolto nell'aria da hariseldom
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3Scrivo anche su :
lunedì, 04 dicembre 2006
Padre Camillo, padre Camillo solo una preghiera, sotto questo cielo che non capisco, per quel tuo mitra ti hanno bandito, per il tuo credo ti hanno ucciso. Padre Camillo, padre Camillo la tua chiesa rinnegata, sotto la coltre di questa jungla, dalla parte di chi non ha nulla, sopra la terra della Colombia. Perché non possano mai usare il Suo nome, né possano comprare a Dio il silenzio, di tutti gli emarginati sud americani, bandiera e simbolo di speranza. Padre Camillo, padre Camillo al cielo la mia preghiera, di un Cristo con il fucile, per te prete guerrigliero, morto perché ci vuol coraggio a essere cristiani. Padre Camillo Torres vivi sempre nei nostri cuori.
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3Scrivo anche su :
domenica, 03 dicembre 2006
ritratti, dedica ad un amico, poesia sociale
Questa Benevento ha usci di legno, odore di vino tra pietre condonate e mormorii di gente per la strada. Punture sotto pelle, maldicenze di paese, mentre ti domandi chi abbia il filo della ragione. Sei bella Angela la tua voce impone coraggi, ma sono storti i chiodi e non serve il martello. Quanti compromessi nella gomma masticata, voglia di mollare tutto si son venduti per meno di due lenticchie. Donna, essere donna in mezzo alle bandiere rosse, sparando versi a mitraglia, mentre i tuoi figli cercano ancora il tuo seno. Chiodi storti Angela, voglia di mollare tutto, la tua bellezza che incanta, da quel palco all’ombra di dubbi e condizioni. Donna, essere una bella donna, capire che a sedurre basta un niente, tra questi sciocchi compratori di ventagli, che vale il sacrificio sotto l’albero delle streghe? Angela non serve raddrizzare i chiodi storti, gettali nel nero pozzo d'ignoranza, compera un raggio di luna della fontana, cambia la speranza di questa Benevento insonnolita e rassegnata. Angela, la rivoluzione, in aghi sporchi e occhi di metallo.
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3Scrivo anche su :
sabato, 02 dicembre 2006
Maschere e coriandoli di stelle
guerra, trasparenze, male di vivere, poesia sociale
Di cosa possiamo gioire "ombrello" aperto Nel consapevole abominio![]()
nascosti dietro le maschere
di pelle nera rivoltata?
chi è il gran cerimoniere
che comanda la ballata
e si nasconde malizioso
dietro incerte barriere
che coscienza ha innalzato
per colorare falsi ideali
su stoffa grezza di bandiera?
il Cedro nega fioritura
tarda il Dattero a diventar maturo
il Sicomoro non ha foglie e vita
in questo carnevale
non più carnem levare
ma carne con carne tagliare
nervo per nervo a perire
non ripara pioggia di radio
non fa scudo
al vento di guerra
che disperde la speranza
su ferite cancerose
Si eclissano i coriandoli di stelle
della moderna Europa
su caschi blu notte colorati
quando a maschere riposte
riconosceremo i visi
su nessuno comparirà sorriso![]()
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3Scrivo anche su :
martedì, 28 novembre 2006
poesia, gente strana, natale, poesia sociale
Eccola la Madre è china sul figlio 
a quietare amorevolmente quei vagiti
che come lame a doppio taglio
squarciano questa gelida notte stellata
Nemmeno un fuoco acceso
in questa baracca di cartoni
presso la discarica cittadina
Giuseppe cerca tra i rifiuti
quello che a noi non serve
per festeggiare con decoro
l'indifferenza del mondo
al grido disperato
infranto nelle vetrine
dell'ipermercato.
Tre gatti randagi riscaldano la culla
una lucerna rischiara il buio
e poi più nulla.
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3Scrivo anche su :
mercoledì, 22 novembre 2006
sperimentazione, poesia sociale, gioco poetico
E noi, noi che non siamo terra di nessuno
Noi, rinchiusi in tane da scoiattolo
su tronchi di ferro e cemento
Noi, che non riconosciamo
il cervo dall'alce
Noi, che ancora
ci ostiniamo
a credere
di essere
gli uomini
del domani
Noi che siamo
polvere di zolfo
ingialliti dal tempo
che ci sfugge tra le dita
Noi, esageratamente indifferenti
al suono del pianto del non nato
serriamo sterno e cranio
in grotte di egoismi
Noi, che pazzi
consumiamo
l'acqua
Noi miseri
che abbiamo
rigettato da sempre
il marchio di infami
il vello d'oro mostriamo
qual scudo a difesa e codardi
noi, calpesteremo ancora una volta
in nome di un dio bellicoso e straniero
la dignità di chi come noi non è mai stato terra.
Raccolto nell'aria da ariadipoesia
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