Io sono...


Blogger: ariadipoesia
ariadipoesia Amo planare tra le parole raccogliendone i suoni per trasformare le loro note in magici colori per permeare le pagine di vetro.






Passeggeri nel vento


. . .

B E N V E N U T I


Siete tra le pagine di ariadipoesia. In questa pagina troverete quanto di me diventa trasparente attraverso le parole raccolte nell'aria. In questo spazio, che adoro codividere con i miei amici, le parole trovano casa e si spogliano del loro uso banale, per produrre suoni e immagini sempre nuove. Potete restare, se non avete fretta, e commentare. Siete sempre benvenuti. Angela ariadipoesia


ESTEMPORANEI


M U S I C A



Percorrono questo pezzo di strada con me:




B L O G - N A T O IL 31 OTTOBRE 2006





GLI AFORISMI

di ari@dipoesi@


L'ultima volta che mio padre fece sesso... Non ero ancora nata!

ari@dipoesi@

Il nostro presente è già
il viaggio nel futuro di ieri

ari@dipoesi@

Vivere senza maschere appare agli ipocriti una mascherata.

aria@dipoesi@

Vivi come senti e non come vogliono che vivi, perché uno è l'ingresso e una la sortita.

ari@dipoesi@

La vita è un'affacciata alla finestra... La morte ne chiude le imposte!

ari@dipoesi@

E' il lunedì il giorno che non avrebbero dovuto considerare nel calendario. Sabato e domenica già bastavano a riempire l'esistenza!

ari@dipoesi@

L'Uomo mette insieme tutti gli errori della vita e crea un mostro chiamato Destino!

ari@dipoesi@

La peggiore sventura è sentirsi soli, senza possibilità di sentire nemmeno la compagnia dei propri ricordi.

ari@dipoesi@

Alla fine la vita, è una partita già patta sulla scacchiera!

ari@dipoesi@

l'aforista è un finto saggio che si da molto da fare per far sembrare intelligenti le ovvietà.

ari@dioesi@





PARLIAMO
DI
HAIKU

di ariadipoesia
Cosa è l' Haiku ?

E' una forma poetica assai breve, costituita da tre versi di cinque, sette e ancora cinque sillabe.
La tradizione impone che questa composizione contenga almeno una parola che evochi la stagione dell'anno

Di cosa si tratta ?

Si tratta probabilmente della forma poetica più breve esistente al mondo

Chi è il poeta di haiku?

Il poeta kaiku è colui che è capace di essere insieme breve e conciso al fine di riuscire a racchiudere una profonda comprensione spirituale della natura in uno spazio espressivo così limitato.

In questo modo, attraverso i cambiamenti della natura che si cristallizzano nella sua mente, egli arriva ad esprimere il mondo dell'intangibile.

Per loro natura, gli haiku non hanno mai un titolo.

Come faccio a creare un vero haiku?

la divisione di 17 sillabe in tre gruppi di 5, 7 e 5 sillabe e dell'inclusione di un tema stagionale. sono le basi per cominciare a formulare un haiku.

Come una pittura o un giardino zen, l'haiku deve essere oggetto di meditazione, attraverso la quale scoprire la verità essenziale nascosta dentro i suoi versi.

Deve avere carattere di immediatezza evitando astrazioni e metafore e basarsi su immagini concrete per descrivere le sensazioni;

deve cercare di essere introspettivo e porre in primo piano verità, significati, difetti della vita umana;

deve usare un linguaggio di tutti i giorni, evitando il linguaggio fiorito o magniloquente della poesia;

deve mantenere un tono riflessivo, di eleganza discreta e amore delle cose semplici. .

La punteggiatura va usata con sapienza per eliminare ambiguità e scandire le pause; le maiuscole usate secondo le regole della prosa, per i nomi propri e dopo il punto.

Bisogna sapere che è dall'evoluzione dell haikai, una Forma poetica di 17 sillabe sullo schema 5-7-5 sorta nel periodo Tokugawa (1600-1867) di cui il Massimo esponente fu Matsuo Baschè, che è nato lo haiku.

Non vi è una netta distinzione fra 'Hokku haiku e haikai ed in genre oggi haiku li ingloba tutti

E' l'hokku quindi il primo collegamento cominciante di una catena molto più lunga dei versi conosciuti come haika.

Poiché il verso hokku ha dato il "tono" per il resto della catena poetica, ha occupato una posizione privilegiata nella poesia del poeta haikai. Così questa nuova forma della poesia che prende nome di haiku doveva essere scritta, letta e capita come poema indipendente, completo in sè, piuttosto che la parte di una catena più lunga.



In gran parte con gli sforzi di Masaoka Shiki, questa indipendenza è stata stabilita formalmente nel 1890 attraverso la creazione dell' haiku di termine.

Come si fa a sapere se alcuni componimenti sono haiku?

I versi famosi del 1600-1868) padroni del priodo Edo (come Basho, Yosa Busone Kobayashi Issa),

definiscono quali sono gli hokku corretti e come devono essere disposti nella prospettiva della storia del haikai.

Anche se ora sono letti generalmente come haiku indipendente.



HAIKU per la GENTE: Entrambi i termini, sono trattati ugualmente!



IMPORTANTE SAPERE CHE

La riforma di Kawahigashi Shiki introdotto da Hekigoto ha in più due ulteriori proposte:

-1)Haiku sarebbe: più allineato alla realtà se non ci fosse centro di interesse in esso.

-2)Importanza della prima impressione del poeta,

l'appena come era, degli oggetti presi da vita quotidiana e di colore locale per generare la freschezza. La distinzione fra il hokku ed il haiku può essere maneggiata usando i termini Haiku classico e Haiku moderno

.RICAPITOLANDO

La storia del haiku moderno data dalla riforma di Masaoka Shiki, è cominciata nel 1892,

Ha stabilito l' haiku come nuova forma poetica indipendente.

La riforma dello Shiki non ha cambiato due elementi tradizionali del haiku:

la divisione di 17 sillabe

in tre gruppi di 5, 7 e 5 sillabe

e dell'inclusione di un tema stagionale

ari@dipoesi@


B O T T O N I

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martedì, 06 maggio 2008

§§§

poesia, vita, guerra, morte, dedica, male di vivere, pagine di vetro, poesia sociale, scriverescrivere, fioridipensiero, pianeta uomo, metriche orientali

notte d'eclissi
sigaretta negata
irrita i bulli

colpi assestati
è diverso Nicola
senza divisa

non hai valore
se hai diversa bandiera
sei un  uomo morto


attonito urlo
inutile ogni  dire
diventa incenso


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alle ore 21:11
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mercoledì, 23 aprile 2008

Demetra

poesia, miti, pagine di vetro, poesia sociale, gioco poetico

 



Dall'Olimpo son tornata in costiera
a render testamento son venuta
per questa terra di cui andavo fiera
che troppo tempo son restata muta

Suolo beato ora offeso e calpestato
rocce di calcio e colorati agrumi
passeggiate de li Dei era nomato
'che al cielo n' arrivavano i profumi

ora il fetore di immondizia sale
copre ogni zolla lo rifiuto umano
lo peggio sterco dell'uomo animale!
Io generosa  vi diedi il cereale

e vi introdussi l'arte dell'arare
al di sopra sì elevai uomo bestiale
perchè del lavor suo potèa campare

ma dal fetor che arriva da tali are
io fui destata e ora vedo il macello
  che non si sa più dove sistemare

-Così ora state freschi col pisello-

avevate la manna da mangiare

ora che tutto avete sperperato
l'Olimpo si ritiene esautorato!

:.:


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venerdì, 11 aprile 2008

senza bagaglio a mano

viaggi, poesia, vita, male di vivere, poesia sociale

Aberrate immagini
nel cocente leone
c' afa e salsedine
nel tempo
imprigionano

Ferma
alla stazione della vita
senza bagaglio a mano
aspetto
Sbuffando
arriverà
quel  treno

Sul filo del binario
ancora
 fischiano
partenze
annunciano
arrivi
solo per quei figli di perduta
che stringono mani intrise di morte
e pagano con polvere e ghiaccio

Questi
paradossalmente
salgono
scendono
dai treni
cambiano
rotte e binari
che prostitute di politica
hanno lubrificato.

Il mio treno
quello degli onesti
quello di chi viaggia
col biglietto bene in vista
non passa mai in orario
 arriva
lento
stanco
madido di pianto
nel viaggio estenuante
tra ciottoli levigati
da fiumi di parole
e sassi di vita


Viaggerò
con scarpe impolverate
e schiena dolorante
certa
della speranza di riscatto.

.


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martedì, 01 aprile 2008

^*

poesia, dedica, haiga, poesia sociale, scriverescrivere, metriche orientali, collezione quaderni doriente

1.4.08


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martedì, 03 aprile 2007

995

poesia, fede, filosofie, haiga, poesia sociale, collezione quaderni doriente

ladri di sogni


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martedì, 03 aprile 2007

996

poesia, folletti, haiga, poesia sociale, collezione quaderni doriente


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venerdì, 09 marzo 2007

Umanità

poesia, poesia sociale, poesia tra amici


 

Sette i dadi tratti a sorte
dalle vetrate contro vento
poca vita e molta morte
nessun' ospite all'evento
il declino crea sgomento
sputi anche in parlamento

Tira il sasso il fariseo
mentre lucida tabella
pronta già nuova gabella

Sette i dardi nella faretra
tende il filo a più non posso
l'arco rotto in mano arretra
era pronto il colpo grosso
farà guerra con la pietra
finché non sarà rimosso

Porta acqua il samaritano
ma il deserto ha sempre sete
passa morte e ancora miete

intrigantemente & ariadipoesia




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giovedì, 01 marzo 2007

Ricordando le torri

poesia, ricordi, pace, guerra, male di vivere, pagine di vetro, poesia sociale

Fragore.
Fiamme.
Incredulità.
Terrore.

Occhi sbarrati
Polvere...
Errore?

Dio che macello!

Squilli di trombe
apocalittici giorni.

Che orrore!

Sgomento
Spavento.

Quanto dolore!

Capri immolati.
Inermi vittime.

E sono qui
seduta al dolore
guardo in diretta
lo scempio.

Inutile creatura
atterrita dal disincanto
di solidale presenza.

Un fiore è una stele
al lacerante dolore.

Sono popoli e popoli
a stracciarsi le vesti.


In nome di un Dio
che genera amore
si odia e si uccide
ancora una volta.

Ride, la bugiarda
cinica pretesa di riscatto.


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martedì, 27 febbraio 2007

la freccia di P à n d a r o

poesia, pace, fede, guerra, pagine di vetro, poesia sociale

Contano le fronde all’albero di Diana i grandi strateghi delegati
Capi coperti per grande protezione in elmi arrugginiti
Sormontati da cimieri blu segno di moltitudine terrestre


(gridano da Aquilonia urlano forte ... ma insolente il Coccodrillo non risponde)


Teso è  l’arco contro il cielo ormai puntato
la freccia di Pàndaro è pronta al tiro
il più forte-debole scoccherà quel dardo


(grida dallo stagno asciutto il Coccodrillo... Aquilonia prepotente non risponde)


Avrà di nuovo vita il già gustato fungo avvelenato
Al bagliore di una supernova ci spegnerà per sempre
La rosa dei venti muta e marcia e flaccida ogni pelle rende


(il Coccodrillo sordo e senza voce affoga in limaccioso stagno
mentre in acque blu Aquilonia s'appressa lavandosi le mani)


La vecchia Europa assisa tace, mentre il Pastore bianco
Richiama sparse greggi e armenti, nell' Uomo fiducioso
A ritovare senno per condividere prati verdi ed irrigare deserti.


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martedì, 09 gennaio 2007

senza bagaglio a mano

vita, attese, trasparenze, pagine di vetro, poesia sociale

Aberrate immagini sotto il cocente leone

che afa e salsedine imprigionano

ferma alla stazione della vita

senza bagaglio a mano

aspetto il mio treno

sbuffando arriverà

L'occhio al filo del binario

e lacrime sul viso

mentre il capotreno fischia

partenze solo per quei figli di perduta

che stringono mani intrise di morte

che pagano in polvere e ghiaccio

Questi paradossalmnte

salgono e scendono dai treni

cambiano rotte e binari

che prostitute di politica

hanno lubrificato

Il mio treno

quello degli onesti

senza bagaglio a mano

quello di chi viaggia

col biglietto bene in vista

non passa mai in orario

e quando arriva 

è madido di pianto e di sudore

Troppo cammino fatto

nelle scarpe impolverate

dai ciottoli di strade sconnesse

dai sassi di vita

ma i piedi stanchi feriti a sangue

non lacerano la speranza del riscatto.

 


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sabato, 06 gennaio 2007

befana e befane

pensieri, poesia, altro, gente strana, meditazioni, piume, trasparenze, pagine di vetro, poesia sociale

La befana intransigente  s'era persa la gonnella
ha chiamato trippitella per farsene dare una più bella
poverino si è affannato ha cucito e ricamato
ma la vecchia signora mai contenta a pedate lo ha scacciato
si è circondata di folletti uno sordo, uno  cieco, uno sbadato
ha pensato e ripensato, ed un circolo per ricamo ha fondato
si ricama la calzetta poi l'allunga se va stretta
chiamerà cento soldati per guardargli la casetta
tutta bianca e ripulita con lo sporco giù in cantina
che oramai non ne può più e il fetore viene sù che è na rovina
con i  panni sporchi stesi al sole e brandelli di lenzuola
cocci usate e vecchi scarponi con le toppe nelle suola
tutto è pronto ora i  cocci son messi belli in fila a far  i modelli per la prima
ma la befana non comprede che se non dai amore, ripulisci, ma non hai niente.


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giovedì, 04 gennaio 2007

cieli di uranio

poesia, pace, guerra, sperimentazione, pagine di vetro, poesia sociale, gioco poetico

12 aprile 2003.

Alla pace;speriamo che finisca presto questa assurdità, che ci distruggerà e ci vedrà fratelli armati l'uno contro l'altro.

 


 

da
oggi
solcano
aquiloni stinti
i cieli della pace
avanzano ostinati a planare
tra  cumuli lembi gonfi di lacrime
sul dattero, il sicomoro e sui fior di loto vento di speranza soffia diperato
a disegnare solchi di luce nel plumbeo strato
hanno beccato la mela, l'aquila s'accascia
liscia le ali sul palmeto desolato e trema
deus ex machina, non fa più miracoli
di  blu tinto di stelle casco tiene
stinta di non colore la bandiera
che tenbre di uranio pregna
anche il suono è spento
su barricate di silenzio
coscienza è morta
e testamento
radio attivo
resta
ora
si
o
s
c
u
r
a
o
g
n
i
s
o
r
r
i
s
o


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sabato, 23 dicembre 2006

in burka per anime

poesia, ricordi, vita, guerra, trasparenze, pagine di vetro, poesia sociale, aspettando natale

 

Fotografie scattate

con obiettivi  

di aberrante precisione

mutano eventi

distorcono

realtà propagandate

stagliandosi

precise

nel profilo del morente

grondante di sangue.


Midriasi in occhi

di fanciulli eccitati

osannanti

tra folle incendiarie

di bandiere non proprie

mostrano

tragiche parodie

di sbandierate vittorie

celate

in burka per anime

che non saranno

mai consolate.


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venerdì, 22 dicembre 2006

il cane e l'ombra

poesia, gente strana, fantasy, leggende, trasparenze, male di vivere, pagine di vetro, poesia sociale, aspettando natale, diversabili

Al chiaro di luna
luccica il porfido
scivoloso al passo 

finestre spente
nel vicolo stanotte
guardano al silenzio


vaga stanca l'ombra
che struscia con fatica
chiocciola di carrello
spinto nel grido muto
e piove ancora buio
su sella di speranza.

S'infrange l'ombra d'ombra
su muro di mortella 
tingendola di scuro.

Cocci sparsi di vita
lamiere di pensieri
raccolti sulla via.

Il bastardo rognoso 
dal collare di fune
ne segue ogni passo
leccandogli le dita.

Lui solo sa di certo
ch'un tempo non lontano
prima d'errar raminga

quella ombra fu una fata.

 

 


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mercoledì, 20 dicembre 2006

ed era Natale?

poesia, gente strana, guerra, natale, attese, dedica, ansia, male di vivere, pagine di vetro, poesia sociale, aspettando natale

esile tessuto di  ragno
alla porta socchiusa
sul destino del mondo
è la speranza

strenne natalizie
distraggono la mente
in luci colorate
la coscienza è stinta

insiste la vecchia
acredine a trattenere
giovani in trincea
materne lacrime
inondano la terra

ed era Natale?
si chederano increduli
bianchi e tremanti
i sopravvissuti

una voce metallica
 incessantemente
continua a ripetere
buone feste.


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alle ore 20:05
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martedì, 19 dicembre 2006

Buon Natale Lisa

poesia, trasparenze, male di vivere, pagine di vetro, poesia sociale, aspettando natale

                                                      

Lisa giovane amica,

Tu hai conosciuto la lama tagliente che trancia  le ali ai sogni, e che sprofondata nel precipizio, hai saputo raccogliere briciole di piume per farne un bricolage e incollarlo al posto delle ali, insegnandomi che l'amore può nascere anche dal dolore lacerante.

Buon Natale Lisa.

In spazi di assoluta solitudine
su malinconiche pagine
scritte con inchiostri di indelebile china

Chinata sulla vita stessa
avvitandosi disperata
in spasmodiche contrazioni
di membra prostrate dal dolore
sfocia in liberatori pianti.

Si accinge a proseguire incerta nel domani
tenendo nel ventre stretto
il frutto di un amore ormai negato. 
               

              *
Ritornerà il sorriso Lisa
ritornerà a brillare alto il sole
a questo figlio tu darai tutto l'amore.



Raccolto nell'aria da ariadipoesia
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domenica, 10 dicembre 2006

Nagy

poesia sociale

Ci sono papaveri sulle colline,

carri armati lungo le strade,

polvere tanta polvere dietro il forno,

eppure Nagy sono compagni.

 

Ora ti bollano come traditore,

mentre guardi la tua gente,

compagni operai lungo le strade,

bandiere rosse senza perdoni.

 

Ci sono cieli pieni di pianto,

 mitra che parlano di libertà,

 imperialisti ed oppressori,

 strappano la gonna di una madre.

 

Nagy ora non hai più le certezze,

solo la voglia di stare con loro,

con la bandiera della tua patria,

compagno Nagy tra le macerie.

 

La stella rossa perde le punte,

la classe operaia con il fucile,

mentre i papaveri sulle colline,

piangono il sangue dell’Ungheria.

 

 


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mercoledì, 06 dicembre 2006

Immondizia

poesia sociale

Colline di detriti e immondizia

e donne

e bambini

e vecchi

a frugare su quelle montagne

 

portano carrelli rotti della spesa

li riempiono di stracci e rotte speranze

 

muoiono i potenti della terra

umanità diversa e drogata

nei loro castelli in cima ad altri monti

creano l'immondizia della terra.

 

Piccolo,sporco quanti anni hai?

litighi per un robot di latta

sulla collina dell'immondizia

non hanno eretto croci.

 


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lunedì, 04 dicembre 2006

Padre Camillo

poesia sociale

Padre Camillo, padre Camillo solo una preghiera,

sotto questo cielo che non capisco,

per quel tuo mitra ti hanno bandito,

per il tuo credo ti hanno ucciso.

 

Padre Camillo, padre Camillo la tua chiesa rinnegata,

sotto la coltre di questa jungla,

dalla parte di chi non ha nulla,

sopra la terra della Colombia.

 

Perché non possano mai usare il Suo nome,

né possano comprare a Dio il silenzio,

di tutti gli emarginati sud americani,

bandiera e simbolo di speranza.

 

Padre Camillo, padre Camillo al cielo la mia preghiera,

di un Cristo con il fucile,

per te prete guerrigliero,

morto perché ci vuol coraggio a essere cristiani.

 

Padre Camillo Torres vivi sempre nei nostri cuori.


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domenica, 03 dicembre 2006

Angela e i chiodi storti

ritratti, dedica ad un amico, poesia sociale

Questa Benevento ha usci di legno,

odore di vino tra pietre condonate

e mormorii di gente per la strada.

 

Punture sotto pelle,

maldicenze di paese,

mentre ti domandi

chi abbia il filo della ragione.

 

Sei bella Angela

la tua voce impone coraggi,

ma sono storti i chiodi

e non serve il martello.

 

Quanti compromessi

nella gomma masticata,

voglia di mollare tutto

si son venduti

per meno di due lenticchie.

 

Donna, essere donna

in mezzo alle bandiere rosse,

sparando versi a mitraglia,

mentre i tuoi figli

cercano ancora il tuo seno.

 

Chiodi storti Angela,

 voglia di mollare tutto,

la tua bellezza che incanta,

da quel palco

all’ombra di dubbi e condizioni.

 

Donna, essere una bella donna,

capire che

a sedurre basta un niente,

tra questi sciocchi

compratori di ventagli,

che vale il sacrificio

sotto l’albero delle streghe?

 

Angela non serve

raddrizzare i chiodi storti,

gettali nel nero

pozzo d'ignoranza,

compera un raggio

di luna della fontana,

cambia la speranza

di questa Benevento

insonnolita e rassegnata.

 

Angela, la rivoluzione,

in aghi sporchi

e occhi di metallo.

 

 


Raccolto nell'aria da hariseldom
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sabato, 02 dicembre 2006

Maschere e coriandoli di stelle

guerra, trasparenze, male di vivere, poesia sociale

Di cosa possiamo gioire
nascosti dietro le maschere
di pelle nera rivoltata?

chi è il gran cerimoniere
che comanda la ballata
e si nasconde malizioso
dietro incerte barriere
che coscienza ha innalzato
per colorare falsi ideali
su stoffa grezza di bandiera?

il Cedro nega fioritura
tarda il Dattero a diventar maturo
il Sicomoro non ha foglie e vita

in questo carnevale
non  più carnem levare
ma carne con carne tagliare
nervo per nervo a perire

"ombrello" aperto
non ripara pioggia di radio
non fa scudo
al vento di guerra
che disperde la speranza
su ferite cancerose


 Si eclissano i coriandoli di stelle
della moderna Europa

su caschi blu notte colorati

 Nel consapevole abominio
quando a maschere riposte
riconosceremo i visi
 su nessuno comparirà sorriso


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martedì, 28 novembre 2006

Il presepe vivente

poesia, gente strana, natale, poesia sociale

Eccola la Madre è china sul figlio
a quietare amorevolmente quei vagiti
che come lame a doppio taglio
squarciano questa gelida notte stellata

Nemmeno un fuoco acceso
in questa baracca di cartoni
presso la discarica cittadina
Giuseppe cerca tra i rifiuti
quello che a noi non serve
per festeggiare con decoro
l'indifferenza del mondo
al grido disperato
infranto nelle vetrine
dell'ipermercato.

Tre gatti randagi riscaldano la culla
una lucerna rischiara il buio
e poi più nulla.


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mercoledì, 22 novembre 2006

E...

sperimentazione, poesia sociale, gioco poetico

E noi, noi che non siamo terra di nessuno
Noi, rinchiusi in tane da scoiattolo
su tronchi di ferro e cemento
Noi, che non riconosciamo
il cervo dall'alce
Noi, che ancora
ci ostiniamo
a credere
di essere
gli uomini
del domani
Noi che siamo
polvere di zolfo
ingialliti dal tempo
che ci sfugge tra le dita
Noi, esageratamente indifferenti
al suono del pianto del non nato 
serriamo sterno e cranio
in grotte di egoismi
Noi, che pazzi
consumiamo
l'acqua
Noi miseri
che abbiamo
rigettato da sempre
il marchio di infami
il vello d'oro mostriamo
qual scudo a difesa e codardi
noi, calpesteremo ancora una volta
in nome di un dio  bellicoso e straniero
la dignità di chi come noi non è mai stato terra.


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