Siete tra le pagine di ariadipoesia.
In questa pagina troverete quanto di me diventa trasparente attraverso le parole raccolte nell'aria.
In questo spazio, che adoro codividere con i miei amici, le parole trovano casa e si spogliano del loro uso banale, per produrre suoni e immagini sempre nuove.
Potete restare, se non avete fretta, e commentare.
Siete sempre benvenuti.
Angela ariadipoesia
venerdì, 09 maggio 2008
dedica, parole in libertà , pagine di vetro
Mamma, ricordi quante volte mi dicevi: Sono figlia tua. ...
Un giorno capirai.
Ancora oggi ti risento
Quei lunghi tuoi silenzi
chiusa
in un rosario di pensieri
a meditare
tra un ricamo ed un rinaccio
alle calze smagliate
in quelle tue notti insonni
attendevi l'ultimo rincasare
dopo i bagordi
di una festa di paese
dalle quali ti tenevi a debita distanza
per non inciampare
nel chiacchiericcio di fondo
che dalla piazza si portava fino al colle
fino in cima a quei fasci di ginestra
che pur ammiccanti
non ricevevano che uno sguardo
benevolo di accoglienza
fiori mai raccolti
come mai hai raccolto
le emozioni di chi
pur avrebbe voluto rilassarsi
tra le tue amorevoli parole rassicuranti.
Un giorno capirai.
Sembrava un ritornello,
negli enigmi del mio universo di ragazza.
Risposte che possedevi
ma gelosamente hai custodito
in quella tua filosofia
di non imporre le tue scelte
le tue esperienze
non valevano per il mio mondo.
Quei tuoi silenzi
che ieri erano per me un segno di chiusura
che non comprendevo
mi hanno permesso
di ponderare ogni mio passo
di considerare
responsabilmente
ogni mia reazione agli accadimenti
cosi divenni forte nel carattere
rendendomi indipendente
matura anzi tempo.
Quante volte ti ho odiata
nel cuore in segreto rimproverata
per avermi trattata sempre da adulta
di avermi sempre considerata grande
perchè nata prima dei tuoi quattro.
Ora, sulla soglia del mezzo secolo di vita
posso guardare indietro
sorridendo di quelle mie montagne rocciose
nonostante non avessi appigli
su cui poggiare le mani
le ho scalate tutte
levigando con caparbietà
ogni roccia aguzza
per potermi ricavare uno spazio
dove aggrapparmi
per non precipitare giù
nel precipizio dell'indolenza e dell'inettitudine.
Solo oggi riesco forse a dirti:
Sapevo che comunque c'eri.
Severa educatrice
ti sei negata i baci
che fragile come bimba indifesa chiedi
Così negandomi le lacrime
in tua presenza
dolcemente ti sorrido e ti bacio.
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lunedì, 07 aprile 2008
poesia, morte, dedica, parole in libertà , trasparenze, dedica ad un amico, pagine di vetro, scriverescrivere, pianeta uomo
-Cinereo giorno maledetto! - Rrendi l'universo uggioso -Urlo misericordia al Dio d'amore - che fredda -Inutile il vestire mio di sacco- - troncata la mia radice - -tremo - .:.
e l'anima stracolmi
impietoso
d'amaro fiele
e stille di dolore .
come pietra
giaci
esanime
stanca del soffrire.
solitario sconforto
si spegne quel sorriso
che ricamò solchi profondi
sul tuo viso
Resta il timido
muto bacio
di un tramonto
anticipato
da eclissi di vita
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venerdì, 28 marzo 2008
parole in libertà , pagine di vetro, scriverescrivere, scritto tra amici
-La vita è un attimo arricciato Lo ha detto Marco, lui è un noto appaltatore di Livorno. Hanno detto che spesso si sofferma a poetare guardando il capomastro dare indicazioni sulla calce da mettere sulle pareti. Raccoglie il rumore dei suoi passi dai ruscelli sgretolati, per ricordarne il suono. Certo è un tipo strano, molto strano... sempre accoccolato tra i suoi pensieri, con il naso su ad annusare il vento. Si è accoppiato con quell'imbianchino, quel tal Guido, che si diletta a tracciar poemi tra il vento caldo e la sabbia rossa, disegnando lampi e cotigiane. Certo che si son dati un gran da fare a mettere in essere tutto quel casino. Parlare di un eternità di cui ciascuno sa che ne ha il destino. Arrampicati sul muro " dell'amore " una gran folla si urta, si fa largo, per dir la sua, per scivere come su un biliardo dove però manca il pallino. La stecca vaga in cerca di qualcosa, che è calce sgretolata, ma sembra polvere di stelle, che profuma di poesia. -La vita è un attimo arricciato ...Se ci pensi, sembra una specie di scrigno, invece è solo polvere. Polvere appiccicata alla men peggio, proprio su quel muro che senza di lei sarebbe diroccato. senzaluna&ariadipoesia .:.
sulla parete dell'eternità-
sulla parete dell'eternità-
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3Scrivo anche su :
giovedì, 27 marzo 2008
pensieri, mare, poesia, favole, diario, pace, fantasy, maree, filosofie, meditazioni, folletti, effetti speciali, piume, morte, fate, pellegrinaggi, malinconico, parole in libertà , pagine di vetro, gioco poetico, pianeta uomo
La vita è un attimo arricciato -oltre l'elisse del presente d' anime.
sulla parete dell'eternità-
Sono entrata nel tempo dei pensieri
scivoloso
selciato
di ricordi
-Aberga l'ansia-
Negli angoli acuti di esistenza
lune eclissate
soli di ghiaccio
fronde sparse
-La vita è un attimo arricciato
sulla parete dell'eternità-
Nei pensieri piu segreti
pianeti stinti
fuligine di tempo
lumi e falene
nel riflesso del battere del tempo
n a s c e n d o
v o r t i c o s a m e n t e
a s c e n d o n o
-Dall'eternità ogni attimo
arricciano le pareti della vita-
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martedì, 25 marzo 2008
Eternità (incipit passeggeri nel vento)
diario, racconti brevi, fantasia, piume, parole in libertà , pagine di vetro, scriverescrivere, a passeggio nei blog, sorprese piacevoli
Kurtz 58 Giovedì ore 15:20 Sono a Parigi da ieri sera e non faccio altro che sistemare le copie eliografiche portate dall'Italia, le controllo con l'impegno di chi le ha davanti per la prima volta per analizzarle nei dettagli. Domattina ho un incontro con l'ingegnere Cody, referente della ditta petrolifera con la quale dovrei collaborare, è importante per me che le giudichi perfette. Ho messo tutto il mio impegno e il mio sapere in questo progetto, ne sono soddisfatto. Pregusto, riponendo le copie, il momento in cui questo mio collega francese, mi dirà "tre bien". Sarà il momento in cui darò un urlo silenzioso di gioia, sarà l'attimo della mia glorificazione professionale, il momento in cui tutti i sacrifici passati saranno magicamente trasformati in coriandoli di ricordi. Alle 17 Cody sarà qui, forse è il caso che scenda ad attenderlo nella hall, sicuramente è una persona molto anziana. Dicono sia il massimo esperto di francese per quanto riguarda la sicurezza degli impianti di estrazione. Lancio uno sguardo allo specchio, e mi sistemo la cravatta alla meno peggio, non mi è mai riuscito bene fare il nodo, e non sopporto le cravatte. Sono decisamente nervoso, il tempo sembra essersi fermato. Nel mio andare e venire dalla finestra alla porta, immagino mille volte l'incontro, prima un saluto di circostanza, stavolta scandirò bene il mio nome, in modo che lo si capisca bene. Che sarà mai sù! Dirò quattro parole dette così per creare un clima di accoglienza, già! Qualcosa mi inventerò al momento, non posso prendermi l'affano adesso a tessere un brogliaccio di discussione. Non so neanche se ci sente bene, parlerò francese, questo è sicuro, sperando che mi ricordi tutti i vocaboli che serviranno. Questa mania di far prevalere per forza le lingue anglofone, normale poi che il francese resta legato alle sole riminiscenze scolastiche. Guardo in continuazione l'orologio, quindici minuti ancora all'appuntamento, forse è meglio cominciare a scendere nella holl almeno riservo un posto appartato nel salottino. Porto con me la valigetta con le copie dei progetti e guadagno un angolo molto luminoso di fronte alla porta girevole dell'albergo, per non voltarmi continuamente nell'attesa che il mio collega arrivi. Ci siamo è quasi orario. Spero non ci sia traffico. Continuo a guardare in continuazione la porta tenendo d'occhio l'orologio. La puntualità è la prerogativa delle persone responsabili e competenti, avrà previsto il traffico, arriverà in orario, mi dico per tenermi calmo. La gente continua ad entrare e uscire dal quel posto, la porta gira in continuazione. Riguardo l'orologio, sono passati dieci minuti, mi alzo per controllare che funzioni questo stramaledetto orologio, confrontando l'orario con quello dell'accettazione che è alle mie spalle. -Ingegnere Moselli? Mi volto di scatto, una rossa da infarto, con un sorriso smagliante e due occhi neri da cerbiatta mi tende la mano. -Non era in stanza e ho chiesto in portineria, mi hanno indirizzata qui. Piacere sono l'ingegnere Cody, mi stava aspettando. Per poco non svengo, quella donna era la sorpresa piu bella che mi potesse capitare. E proprio vero che -La vita è un attimo arricciato Piacere mio ingegnere... piacere mio. continua...
sulla parete dell'eternità-
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domenica, 13 gennaio 2008
deliri, fantasy, piume, parole in libertà , trasparenze, pagine di vetro, giochi poetici, scriverescrivere, fioridipensiero, magie sannite, pozioni magiche, pianeta uomo
l'arco del sole volge lo sguardo all'ultimo quarto e oltre le ginestre s'arrossano i colli pioggia di stelle disegna tra gli astri alabarde di note riflesse in lacrime sospese sul giovane viso che conta le briciole di tempo disegnare dune nelle clessidre mute nell' onde silenziose immerso ritrova il sereno rivive notti di passione danze tribali e fuochi con punta di dita riprende a ricamare il cielo Andromeda è vicina e gli riscalda il cuore che il ghiaccio della Lattea aveva preso riconquistata la sua ellisse rinasce alla voglia di volare intanto il firmamento dipinge la notte di stelle cadenti.
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62 del 7.03.2001
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