Siete tra le pagine di ariadipoesia.
In questa pagina troverete quanto di me diventa trasparente attraverso le parole raccolte nell'aria.
In questo spazio, che adoro codividere con i miei amici, le parole trovano casa e si spogliano del loro uso banale, per produrre suoni e immagini sempre nuove.
Potete restare, se non avete fretta, e commentare.
Siete sempre benvenuti.
Angela ariadipoesia
giovedì, 24 aprile 2008
poesia, miti, gioco poetico, scriverescrivere
Sono secoli che restiamo mute Sicuro che parlo è rotto lo schema Il nome sapete e assai mi si addice "certo coi mezzi veloci che abbiamo" A Firenze a far che, figle mie belle Donna la nova non vi giunse ancora A tal sentir come una schioppettata Sapean le oche ch'ei l' aveva celato Del suo nuovo lavoro ero sì fiera Neanche una volta ha accennato la cosa Piangi or Fiammetta riponi la pena Quasi se fosse un grande commodoro Non vesto sacco, non fò quest'errore Guardollo in viso direi: spudorato .:.
forse farci parlar timore incute?
Davanti a questa sfida il tal Boccaccio
ravvise era ora di scioglier legaccio
Parla Fiammetta, racconta la storia
prima che il tempo ne tagli memoria!
non resto muta e che, fossi scema?
son fuoco che brucia e non traditrice
Piuttosto Panfilo, amore codardo
"lavoro a Firenze "disse, "il bastardo!"
disse mentendo, "spesso ci vediamo"
Le nuove notizie mettono le ali
specie se a portarle son le vestali
Civettuoli sguardi di compassione
si capiva che erano qui in missione
quelle befane tutte compassate
disser "madonna a Firenze ci andate?
a Napoli mi godo mare e stelle!
Panfilo sposa la iovane Leonora!
per poco a terra cascai stramazzata
Certo che lo so! dissi con contegno
"le avrei mozzicate senza ritegno".
brutto porco, vorrei averlo ammazzato!
chi immaginava trovasse mogliera.
Che cane! giurava amore fedele
Scema ,io sono qui a magiare il mio fiele.
porca misera ma chi è questa sposa
a cui ha nascosto di avermi oltraggiata.
La storia è questa sono abbandonata!
rimettti in sesto che cambia la scena
Quello non è un uomo è voltagabbana
ha cercato la femmina mondana
a guidar una nave piena d'oro
l'ho innalzato al di sopra delle stelle
e in anima ferita ne è la pelle
che ognun dica: Fiammetta è superiore
Mannaggia l'orgolio mi tiene frenata
andrei tosto a Fierenze a far la scenata
tu ch'hai preso il mio amore e lo hai stuprato
non credere ora che troverai pace
possa il sesso diventarti fallace!
Ma sono Fiammetta e passo alla storia
come donna senza senno e memoria
mediterraneo fuoco m'ha forgiata
che brucio amore senz' esser riamata .
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3Scrivo anche su :
mercoledì, 23 aprile 2008
Lustro la casa e la tengo pulita Sopra la camicia c'era il rossetto Appena rincasa, su di me giuro Ora mi accingo a preparar la cena .:.
Poi dicono: i tempi son cambiati!
Non vedi come son disordinati?
Buttano le lor cose a destra e a manca
e che se ne fregano se una è stanca!
tiro carro con i buoi anche in salita
ma questa volta me la paga cara
steso lungo lo voglio nella bara.
chi sa quale maiala si porta a letto!
Crede forse che io stia quì a lesinare
crede che ha la schiava sua a governare?
devo proprio vederlo se l' è duro
perchè se non è giusto, e me lo aspetto
vuol dir che non ha avuto alcun rispetto!.
che non dica che poi io faccio la scena
e metto scuse e gelosie d'amanti
per fregarmene di lui e tutti quanti.
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3Scrivo anche su :
mercoledì, 23 aprile 2008
poesia, miti, pagine di vetro, poesia sociale, gioco poetico
Suolo beato ora offeso e calpestato ora il fetore di immondizia sale e vi introdussi l'arte dell'arare ma dal fetor che arriva da tali are -Così ora state freschi col pisello- avevate la manna da mangiare ora che tutto avete sperperato :.:

Dall'Olimpo son tornata in costiera
a render testamento son venuta
per questa terra di cui andavo fiera
che troppo tempo son restata muta
rocce di calcio e colorati agrumi
passeggiate de li Dei era nomato
'che al cielo n' arrivavano i profumi
copre ogni zolla lo rifiuto umano
lo peggio sterco dell'uomo animale!
Io generosa vi diedi il cereale
al di sopra sì elevai uomo bestiale
perchè del lavor suo potèa campare
io fui destata e ora vedo il macello
che non si sa più dove sistemare
l'Olimpo si ritiene esautorato!
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14:08
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3Scrivo anche su :
mercoledì, 23 aprile 2008
poesia, miti, spiriti ribelli, gioco poetico, scriverescrivere, pozioni magiche
Vidi da lungi la nave approdare -Fiori e profumi poi feci filtrare- .:.
presi la lira e mi misi a cantare
con voce fine dovevo ammaliare
-Uomini, bestie di guerra per mare!-
Pensieri erotici gli feci fare
nel palazzo mio poi li feci entrare
imbanditi deschi feci trovare
bevanda ambrosia a poterli inebriare
Ancor puzzolenti sporchi di mare
sbragati li dentro a gozzovigliare
-Ma che villani! a voi non vi pare?
Porci erano e 'sì li feci diventare!-
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3Scrivo anche su :
martedì, 22 aprile 2008
poesia, miti, spiriti ribelli, pagine di vetro, scriverescrivere
-Musa solerte sgombrami la mente!- Così scappava fuggìa da ogni corte
.:.
Cantami o diva della bella dama
che nella selva ognor se ne scappava
Ella fuggiva tra le frasche in fiore
del Furioso non voleva l'amore
Si nomava Angelica la donzella
tanto scontrosa quanto l'era bella.
Sostienimi musa fammi cantare
di quanta gente facea innamorare
Di come gli eroi rinchiusi in corazze
da lei non ebbero mai le carezze
Di come quel guerriero, che distratto!
male decise compìre il suo ratto.
Aiutami a dire del senno d' Orlando
che disperato l'andava cercando.
Adesso mia musa tendi il tuo orecchio
e per le mie rime fammi da cerchio
Pensier d' Angelica fammi ascoltare
ch'io possa scrivere per tramandare.
Lì della selva facendosi sera
il suo pensierodi donna, quale era?
Ride in cuor suo del magifico Orlando
di cui non vuole nemmeno il suo brando?
Se dito d'alba sfiora il suo bel viso
trova una lacrima oppure un sorriso?
Com'è che alla fonte del disamore
Angelica beve e poi perde il cuore?
"Bevve al disamore sì avidamente
'ché per sua beltà era desiderata
ma volea per se stessa essere amata.
Mise cintura al suo sen verginale
la donna rinchiuse l'erotiche ale
sentendo arrivar per lei malasorte.
Fuggiasca, raminga, morta nel cuore
passò molti anni e passò millun ore
poi la falce arrivò a mieter quel fiore
che non colse mai chi bevve all'amore.
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3Scrivo anche su :
martedì, 22 aprile 2008
Vorrei saper chi mai e per qual sventura La dea a Eleno suggerisce tenzone! .:. 
decretò crudel sì tale sciagura
che vita d'amor m'ha presto appassita
Ancòr fiore in boccio un dì fui rapita
per render mio ventre la culla di Troia
d'Ettore suo seme accoglievo con gioia
dolce mio sposo era ancor giovanetto
Principe d'arme d'onore e rispetto.
diffida amor mio da tal tentazione!
ma sordo al mio grido di madre di storia
divenne di sangue tempo e memoria
Achille gaglioffo il tranello tese
fu l'onor mio che ne fece le spese
sconfitta abbattuta or senza difesa
preda di guerra del re dell'Epiro
tre figli mio malgrado a questi io diedi
mentre il mio spirito non stava in piedi
Tutto ritorna e tornai anch'io presso Troia
non quella bruciata dal fuoco dei boia
suolo vergineo d'italica storia
ch'Eleno Epiro in cilento fè propria
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09:18
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3Scrivo anche su :
lunedì, 10 marzo 2008
poesia, miti, attese, pagine di vetro
quì dove tutto tace dove l'ombra è colore che asciuga le lacrime -Quanto conta il tempo- attimi di infinite stasi estasi d'anima ricamano guglie imponenti per ricucire il sogno -Nessuno tornerà dal mare- .:.
Ritrovarti nei miei pensieri
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22:41
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3Scrivo anche su :
mercoledì, 04 aprile 2007
poesia, miti, streghe, leggende, haiga, collezione quaderni doriente
. 
Interroga astri
la sibilla cumana
si fa luce al buio
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