Io sono...


Blogger: ariadipoesia
ariadipoesia Amo planare tra le parole raccogliendone i suoni per trasformare le loro note in magici colori per permeare le pagine di vetro.






Passeggeri nel vento


. . .

B E N V E N U T I


Siete tra le pagine di ariadipoesia. In questa pagina troverete quanto di me diventa trasparente attraverso le parole raccolte nell'aria. In questo spazio, che adoro codividere con i miei amici, le parole trovano casa e si spogliano del loro uso banale, per produrre suoni e immagini sempre nuove. Potete restare, se non avete fretta, e commentare. Siete sempre benvenuti. Angela ariadipoesia


ESTEMPORANEI


M U S I C A



Percorrono questo pezzo di strada con me:




B L O G - N A T O IL 31 OTTOBRE 2006





GLI AFORISMI

di ari@dipoesi@


L'ultima volta che mio padre fece sesso... Non ero ancora nata!

ari@dipoesi@

Il nostro presente è già
il viaggio nel futuro di ieri

ari@dipoesi@

Vivere senza maschere appare agli ipocriti una mascherata.

aria@dipoesi@

Vivi come senti e non come vogliono che vivi, perché uno è l'ingresso e una la sortita.

ari@dipoesi@

La vita è un'affacciata alla finestra... La morte ne chiude le imposte!

ari@dipoesi@

E' il lunedì il giorno che non avrebbero dovuto considerare nel calendario. Sabato e domenica già bastavano a riempire l'esistenza!

ari@dipoesi@

L'Uomo mette insieme tutti gli errori della vita e crea un mostro chiamato Destino!

ari@dipoesi@

La peggiore sventura è sentirsi soli, senza possibilità di sentire nemmeno la compagnia dei propri ricordi.

ari@dipoesi@

Alla fine la vita, è una partita già patta sulla scacchiera!

ari@dipoesi@

l'aforista è un finto saggio che si da molto da fare per far sembrare intelligenti le ovvietà.

ari@dioesi@





PARLIAMO
DI
HAIKU

di ariadipoesia
Cosa è l' Haiku ?

E' una forma poetica assai breve, costituita da tre versi di cinque, sette e ancora cinque sillabe.
La tradizione impone che questa composizione contenga almeno una parola che evochi la stagione dell'anno

Di cosa si tratta ?

Si tratta probabilmente della forma poetica più breve esistente al mondo

Chi è il poeta di haiku?

Il poeta kaiku è colui che è capace di essere insieme breve e conciso al fine di riuscire a racchiudere una profonda comprensione spirituale della natura in uno spazio espressivo così limitato.

In questo modo, attraverso i cambiamenti della natura che si cristallizzano nella sua mente, egli arriva ad esprimere il mondo dell'intangibile.

Per loro natura, gli haiku non hanno mai un titolo.

Come faccio a creare un vero haiku?

la divisione di 17 sillabe in tre gruppi di 5, 7 e 5 sillabe e dell'inclusione di un tema stagionale. sono le basi per cominciare a formulare un haiku.

Come una pittura o un giardino zen, l'haiku deve essere oggetto di meditazione, attraverso la quale scoprire la verità essenziale nascosta dentro i suoi versi.

Deve avere carattere di immediatezza evitando astrazioni e metafore e basarsi su immagini concrete per descrivere le sensazioni;

deve cercare di essere introspettivo e porre in primo piano verità, significati, difetti della vita umana;

deve usare un linguaggio di tutti i giorni, evitando il linguaggio fiorito o magniloquente della poesia;

deve mantenere un tono riflessivo, di eleganza discreta e amore delle cose semplici. .

La punteggiatura va usata con sapienza per eliminare ambiguità e scandire le pause; le maiuscole usate secondo le regole della prosa, per i nomi propri e dopo il punto.

Bisogna sapere che è dall'evoluzione dell haikai, una Forma poetica di 17 sillabe sullo schema 5-7-5 sorta nel periodo Tokugawa (1600-1867) di cui il Massimo esponente fu Matsuo Baschè, che è nato lo haiku.

Non vi è una netta distinzione fra 'Hokku haiku e haikai ed in genre oggi haiku li ingloba tutti

E' l'hokku quindi il primo collegamento cominciante di una catena molto più lunga dei versi conosciuti come haika.

Poiché il verso hokku ha dato il "tono" per il resto della catena poetica, ha occupato una posizione privilegiata nella poesia del poeta haikai. Così questa nuova forma della poesia che prende nome di haiku doveva essere scritta, letta e capita come poema indipendente, completo in sè, piuttosto che la parte di una catena più lunga.



In gran parte con gli sforzi di Masaoka Shiki, questa indipendenza è stata stabilita formalmente nel 1890 attraverso la creazione dell' haiku di termine.

Come si fa a sapere se alcuni componimenti sono haiku?

I versi famosi del 1600-1868) padroni del priodo Edo (come Basho, Yosa Busone Kobayashi Issa),

definiscono quali sono gli hokku corretti e come devono essere disposti nella prospettiva della storia del haikai.

Anche se ora sono letti generalmente come haiku indipendente.



HAIKU per la GENTE: Entrambi i termini, sono trattati ugualmente!



IMPORTANTE SAPERE CHE

La riforma di Kawahigashi Shiki introdotto da Hekigoto ha in più due ulteriori proposte:

-1)Haiku sarebbe: più allineato alla realtà se non ci fosse centro di interesse in esso.

-2)Importanza della prima impressione del poeta,

l'appena come era, degli oggetti presi da vita quotidiana e di colore locale per generare la freschezza. La distinzione fra il hokku ed il haiku può essere maneggiata usando i termini Haiku classico e Haiku moderno

.RICAPITOLANDO

La storia del haiku moderno data dalla riforma di Masaoka Shiki, è cominciata nel 1892,

Ha stabilito l' haiku come nuova forma poetica indipendente.

La riforma dello Shiki non ha cambiato due elementi tradizionali del haiku:

la divisione di 17 sillabe

in tre gruppi di 5, 7 e 5 sillabe

e dell'inclusione di un tema stagionale

ari@dipoesi@


B O T T O N I

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martedì, 06 maggio 2008

§§§

poesia, vita, guerra, morte, dedica, male di vivere, pagine di vetro, poesia sociale, scriverescrivere, fioridipensiero, pianeta uomo, metriche orientali

notte d'eclissi
sigaretta negata
irrita i bulli

colpi assestati
è diverso Nicola
senza divisa

non hai valore
se hai diversa bandiera
sei un  uomo morto


attonito urlo
inutile ogni  dire
diventa incenso


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alle ore 21:11
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sabato, 19 aprile 2008

disarmonia

poesia, vita, piume, male di vivere, gioco poetico

è suono disarmonico
 il mio verso
 goffo
 si dimena
di vin co lan do si
solfeggia
[[[[ prigioniero ]]]]
 pentagrammi
senza chiave


_____filo___

illogico
intendente intenditore
cantore cantonato
strascico strategica
in artefizio artigianale
poi diafana decreto
elucubrazione eludo
insonorizzo


 ((((((( eco )))))))


]]]  libera   [[[
dall'angoscioso pianto
il vero mio canto


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alle ore 12:29
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venerdì, 11 aprile 2008

senza bagaglio a mano

viaggi, poesia, vita, male di vivere, poesia sociale

Aberrate immagini
nel cocente leone
c' afa e salsedine
nel tempo
imprigionano

Ferma
alla stazione della vita
senza bagaglio a mano
aspetto
Sbuffando
arriverà
quel  treno

Sul filo del binario
ancora
 fischiano
partenze
annunciano
arrivi
solo per quei figli di perduta
che stringono mani intrise di morte
e pagano con polvere e ghiaccio

Questi
paradossalmente
salgono
scendono
dai treni
cambiano
rotte e binari
che prostitute di politica
hanno lubrificato.

Il mio treno
quello degli onesti
quello di chi viaggia
col biglietto bene in vista
non passa mai in orario
 arriva
lento
stanco
madido di pianto
nel viaggio estenuante
tra ciottoli levigati
da fiumi di parole
e sassi di vita


Viaggerò
con scarpe impolverate
e schiena dolorante
certa
della speranza di riscatto.

.


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alle ore 16:56
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domenica, 29 luglio 2007

pomeriggio a Guilin

viaggi, poesia, vita, gente strana, ritratti, male di vivere, collezione quaderni doriente

 

 23/07/2008

 

 

CIMG0160cormoraniGulin2007

 

Zattera sul Li

riposano i cormorani

dondolati dallo scorrere lento

delle acque di un meriggio afoso

in un luglio infuocato

Si allungheranno le ombre tra poco

e a fiaccole accese

procureranno nuovo pescato

al signor del cappello di paglia

seduto sul trono.

.:.


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giovedì, 01 marzo 2007

Ricordando le torri

poesia, ricordi, pace, guerra, male di vivere, pagine di vetro, poesia sociale

Fragore.
Fiamme.
Incredulità.
Terrore.

Occhi sbarrati
Polvere...
Errore?

Dio che macello!

Squilli di trombe
apocalittici giorni.

Che orrore!

Sgomento
Spavento.

Quanto dolore!

Capri immolati.
Inermi vittime.

E sono qui
seduta al dolore
guardo in diretta
lo scempio.

Inutile creatura
atterrita dal disincanto
di solidale presenza.

Un fiore è una stele
al lacerante dolore.

Sono popoli e popoli
a stracciarsi le vesti.


In nome di un Dio
che genera amore
si odia e si uccide
ancora una volta.

Ride, la bugiarda
cinica pretesa di riscatto.


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alle ore 21:43
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domenica, 11 febbraio 2007

l'angelo e lo sciamano

vita, racconti brevi, meditazioni, male di vivere, pagine di vetro, scriverescrivere, scritto tra amici

Un angelo cadde su un prato che non fioriva,  
donò le sue ali, divenne pazzo senza il suo volo.

Il prato fiorì di rose mai viste. 
Tutti divennero custodi del giardino dell’angelo... 
Il tempo, si lasciò andare come un vecchio e 
chiuse gli occhi  per l’ultima volta sulle perle sfilate dei giorni. 
Il fuoco allo schioppettio della legna arsa nel camino

rise come un bambino.

L’acqua, signora sicura di sopravvivere eterna tremante si umiliò

quando la terra esplose in un turbine di confusione e privazione.

 
Il Logos diede al mondo, che uguale più non era, un nuovo ordine di numeri e di parole alla rovescia.

 

Il nuovo luogo fu capitanato da un oscuro detto “il mio e l’io”.


l’IO e il MIO pervase ogni creatura dell’antico e tradizione e storia,  
sparirono nel nulla, come se non fossero mai stai.

 
Si smarrì nella goccia di una lacrima fanciulla l’Innocenza.

 

 Non trovò altro rifugio e come un barbone vagabondo 
 si trascinò in solitudine, schiva, schiava e malata,

nelle strade del nuovo ordine sovrano. 


Poi Profezia, se Profezia lo era o lo sarà, si concluse 
con l’addio della persona cinica alla sensibile.

Una nuova serpe spuntò nello stagno delle vecchie gracchianti ideologie e mangiò tutto. 


L’ordine era l’IO e l’IO pervase, dando al Mio il primo posto accanto al trono.
 
Tempo, fattosi sciamano, ai piedi di un olmo pregava... 
e acqua, e vento, e fuoco, e terra, in processione,  
come sciame in estinzione,  come compagni nella gloria perduta, procedevano, lentamente verso il nulla. 
 
Continuò a piovere quel giorno…ma domani… domani…

 

 L’indomani  sarebbe dovuto andare al lavoro, e in quel momento tutto quel pensiero svanì.

 

Scritto da: ariadipoesia&aladifalco 

foto a cura di marcoforever


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venerdì, 09 febbraio 2007

amori & amori

pensieri, vita, piume, male di vivere, spiriti ribelli, pagine di vetro, scriverescrivere

Non capirò mai perchè nascono gli amori,

 forse nascono dal bisogno di accendere sogni nuovi,

 o forse per bisogno di allargare i confini dell'io.

 Ci sono amori che ti elevano,

oltre gli orizzonti

altri che ti dannano

in inferni profondi.

Ci sono amori, che non vorresti mai avere vissuto,

 e altri che rimpiangi per la vita.

Ci sono amori che ci fanno gioire, sorridere, risplendere

e altri che ci fanno disperare, piangere, oscurare.

Tutti però hanno in comune lo stesso peccato originale,

 amori imperfetti, destinati spesso a dissolversi, a morire.

Idea egoista di volere amare per essere riamati oppure il nulla.

 


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alle ore 16:24
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giovedì, 01 febbraio 2007

cinereo giorno

poesia, morte, male di vivere, pagine di vetro

Cinereo giorno maledetto rendi l'universo uggioso
'che l'anima stracolmi impietoso di stille di dolore
d'amaro fiele di lacrime e  solitario sconforto pauroso
inutili vesti di sacco e urla di misericordia al dio d'amore
che or fredda come pietra giaci esanime stanca del soffrire

Falce d'ombra ha già allungato la mano e il manto nero
spento ha ormai il sorriso che disegnò solchi profondi sul volto
'chè profonde e forti  in fertile terreno avea  radici che permisero
al cuore di seminare amore e di frutti colorati fare buon raccolto
resta il timido muto bacio di un tramonto anticipato da eclissi di vita


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mercoledì, 31 gennaio 2007

l'attesa di una madre

poesia, amore, male di vivere, pagine di vetro

Dischiudi le mani tremanti
all'alba del giorno che muore.

 Il cerchio d'ombra,
disegna, impietoso
il confine del certo.

Tutto esce fuori dal sogno,
e avanza reale la sera

Solchi arati dai ricordi
nella sabbia di quella clessidra
ancora una notte.

- sul ramo più alto del pioppo, il gufo osserva curioso -

Dietro la finestra socchiusa,
sgrani il rosario legnoso
ancora una posta, ripeti, mentendo a te stessa.

-il silenzio batte le nocche ossute sul muro della speranza-

Lumino acceso
rischiara il ritorno
del frutto di grembo
maturato lontano.

- si allungano le ombre, nel vicolo cieco non s'odono passi-

L'eco ritorna di voce bambino
che obbedienza assicura
un sorriso accennato e poi il nulla.

-batte lento il quarto la civica, requiem solenne al tempo che fugge-

Rincuora ogni ave,
spalanca il cancello
mai chiuso da allora.

-profumo di pane fragrante si espande all'aurora-

Domani, domani ritorna,
ti sai dire ancora
Fedele, riponi sgranata corona.

- lascia cadere il buio il manto nel mare-

Riflessa allo specchio,
distogli lo sguardo,
per non disperare.

-al canto del gallo si è spento il lumino-

Tremi al pensiero che il tempo si fermi,
senza averlo ancora una volta
tenuto stretto al tuo cuore.


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giovedì, 25 gennaio 2007

301

mare, poesia, male di vivere, haiku- tanka renga

vento impetuoso
spuma di onde su rocce
urlo di morte


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alle ore 22:21
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martedì, 02 gennaio 2007

da fango in sabbie mobili di creta

gente strana, , dedica, sperimentazione, male di vivere, pagine di vetro, gioco poetico

* * * * lucciole* * * *

nel gelido Natale

fuochi di copertoni d'auto ribaltate

lungo ((appartate))vie

))))))))riscaldano((((((((

spalle di pelle nera

strappate al fango

---> ---> --->portate<--- <---<---

{{{{{{in}}}}}}

_/\_sabbieMoBiLi_/€\_

... ... affossano ... ... asfissiano... ...

m o d e l l a n o   come

[[[[[[[[[[[[[[[creta]]]]]]]]]]]]]]]

cuori che chiedono

LIBERAZIONE

NON []C[]A[]S[]E[] [CHIUSE]

dove continuare a piangersi

------la vITA-----


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alle ore 22:18
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sabato, 30 dicembre 2006

pensieri sulle politiche scellerate...ma dove era Dio?

pensieri, vita, filosofie, dedica ad un amico, male di vivere, pagine di vetro, diversabili

amareggiata, sconfortata da commenti del tipo "se Dio ci fosse stato per davvero non lo avrebbe permesso" ;questo pressappochismo di chi si crede sempre nel giusto, mi irrita alquanto e allora mi domando, perchè essi si chiedono


dov'era Dio?!!!!

E noi?


Ma dove siamo noi che viviamo senza Dio?
noi, che ci chiniamo al dio danaro,
che sfruttiamo l'orfano la vedova
e di chi ospitiamo ne sopportiamo malapena la presenza chiamandola tolleranza.
Dove siamo noi, che senza amore, abbiamo perso ogni valore?

Dove era Dio?

ed io...e... tu, dove eravamo?
quando abbiamo deciso di tenerlo fuori in un angolo relegato ci ha fatto comodo, e allora?

Crediamo in un dio che sia padrone di ogni evento, responsabile d'ogni pianto, d'ogni accidenti?

Non era questo che Lui ci ha insegnato,
si è fatto uomo, servo, pane.

Si è umiliato fino alla morte, la morte di un Dio che non ha precedenti.

Chiedeva solo di essere ammesso al nostro cuore come maestro.

Ma il nostro pianto non lo consola,
abbiamo messo altri dei nel nostro cuore e nella storia.

Dov'era Dio, ci chiediamo ora.

Ci ricordiamo che esiste un Dio.
Dio-solo, in quest'ora dov'era?...

Dio...era impegnato a bussare ai nostri cuori e noi distratti,
con sterei accesi ad alto volume, ascoltavamo altre voci.
Non lo abbiamo sentito arrivare, bussare forte, chiamare.

Dov'era Dio? ...

Lui era in quel pianto, era vicino ad ogni respiro e raccoglieva, sorridendo, ogni piccino, che una politica scellerata non ha tutelato.






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venerdì, 29 dicembre 2006

INCUBI

poesia, piume, ansia, male di vivere, pagine di vetro

sogni

avviluppati

su irti scogli d'anima

in un caleidoscopio

di figure aberranti

che irrompono arcigne

in rientranze d'anima a scuoterla

 in fremiti insopportabili

Voce assordante

che nelle viscere spazia

provocando voragini

colmabili

da fotogrammi

di istantanee certezze


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martedì, 26 dicembre 2006

lucidamente distorta

pensieri, poesia, vita, introspezione, piume, ansia, trasparenze, male di vivere, pagine di vetro

 

"Introspezione" - olio su tela - cm. 50 x 60 artista:Eleonora Rossi

www.anfiteatro.it/galleria/rossi/recens.html

Ansia

abissale senza testimoni,

baratro di silenzio allucinante

mi costringe in un letargico non essere.


Vita

non noia,

abiti liberi,

vitalità.



Incontri,

scontri,

anche tumulti

in piazze senza folle

dove la folle voglia di esserci

di contare

(per quel che conta)

disegna guglie di fuoco

che si stagliano

in neri cieli d'anima

che vagabonda arsura

di nuovo scompone.


Nei deserti della vita scorrono

fiumi di sassi

in rovinosa catarsi

che emozioni annegano.


Perpetuare azioni

gesti inconsulti

che consuetudine insegna.


E guardo

da vetrate colorate

disegnate su cartoni opachi

mondi vicini

lontanissimi

dal mio sentirmi viva.


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venerdì, 22 dicembre 2006

gemiti d'oriente

poesia, pace, guerra, male di vivere, pagine di vetro, aspettando natale

Gemono gemme

di pensieri felici

sul muro del pianto

madreperla in incastro

che solca le rughe del tempo

sul viso bruciato

dal sale di sole di sabbia.

Avvolti in teli di lino

legati dal vento sferzante

agonizzano

rinfrancandosi

d'afa e calura in ombra di sorriso

al passar del carro dismesso dalla Pace.


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venerdì, 22 dicembre 2006

il dio danaro

poesia, pace, guerra, male di vivere, pagine di vetro, aspettando natale

disse guerra
ma già non era in pace
il dio danaro

aveva sete
d'obeso strapotere
non ancora sazio

di oro nero
gemme e diamanti
cintura fece

gonfio d'orgoglio
non ritornò mai indietro
alla parola

dio testardo
sordo alle ragioni
strappò la pace.


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venerdì, 22 dicembre 2006

il cane e l'ombra

poesia, gente strana, fantasy, leggende, trasparenze, male di vivere, pagine di vetro, poesia sociale, aspettando natale, diversabili

Al chiaro di luna
luccica il porfido
scivoloso al passo 

finestre spente
nel vicolo stanotte
guardano al silenzio


vaga stanca l'ombra
che struscia con fatica
chiocciola di carrello
spinto nel grido muto
e piove ancora buio
su sella di speranza.

S'infrange l'ombra d'ombra
su muro di mortella 
tingendola di scuro.

Cocci sparsi di vita
lamiere di pensieri
raccolti sulla via.

Il bastardo rognoso 
dal collare di fune
ne segue ogni passo
leccandogli le dita.

Lui solo sa di certo
ch'un tempo non lontano
prima d'errar raminga

quella ombra fu una fata.

 

 


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mercoledì, 20 dicembre 2006

ed era Natale?

poesia, gente strana, guerra, natale, attese, dedica, ansia, male di vivere, pagine di vetro, poesia sociale, aspettando natale

esile tessuto di  ragno
alla porta socchiusa
sul destino del mondo
è la speranza

strenne natalizie
distraggono la mente
in luci colorate
la coscienza è stinta

insiste la vecchia
acredine a trattenere
giovani in trincea
materne lacrime
inondano la terra

ed era Natale?
si chederano increduli
bianchi e tremanti
i sopravvissuti

una voce metallica
 incessantemente
continua a ripetere
buone feste.


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martedì, 19 dicembre 2006

non dormire, dammi una mano

pensieri, vita, guerra, desideri, anima, natale, meditazioni, attese, trasparenze, dedica ad un amico, male di vivere, pagine di vetro, aspettando natale

Caro Gesu.

sono sempre io, prima che la folla venga curiosa ad affacciarsi presso la tua greppia voglio parlare ancora un poco con te.

Su non dormire, non lasciarmi qui a parlare da sola, dammi ascolto.

Tu li conosci I nostri ragazzi, i figli del benessere ai quali non abbiamo fatto mancare nulla, per i quali ci siamo sforzati di creare le premesse per un futuro di pace e democrazia, per i quali abbiamo sperato e lottato che finisse il periodo nero del terrorismo, per i quali abbiamo gioito alla caduta del muro di Berlino.

I nostri ragazzi quelli che abbiamo aiutato nei compiti di scuola, quelli che abbiamo educato a non combattere con le armi ma con le parole, quelli ai quali abbiamo insegnato che la costituzione era una bandiera scritta in cui credere. I nostri ragazzi ai quali abbiamo saputo allontanare le armi anche nei cartoni animati.

I nostri ragazzi, di cui non siamo capaci di leggere più i sogni, di cui siamo colpevoli di avergli consumato l'acqua e l'aria.

I nostri ragazzi che ci hanno guardato con fiducia e rispetto e si sono messi nelle nostre mani.

I nostri ragazzi...
oggi muoiono al fronte dello straniero, per una guerra che non è la nostra ma della sete di potere e delle logiche di spartizione.

I nostri ragazzi non sanno che farsene delle stelle che appunteranno al petto di madri e padri affranti dal dolore , di giovani vedove e piccoli orfani che ancora nel grembo piangono il padre.

I nostri ragazzi, costretti da una politica del non lavoro, costretti a farsi volontari per crearsi una famiglia, questi nostri ragazzi che non torneranno tutti a casa.

AI NOSTRI RAGAZZI, ai nostri figli, questo nessuno glielo aveva mai detto.
Era un lavoro l’unico che avevano trovato.

Adesso noi che non abbiamo fatto nulla per impedire che partissero, noi che non abbiamo saputo difenderli e dire una volta e per sempre questa guerra non è la nostra.

Adesso noi che il debito lo abbiamo saldato con anni di servilismo di Stato e di sudditanza larvata da una pseudolibertà che mai abbiamo avuto.

Adesso noi, dovremmo prendere il coraggio che non abbiamo, guardarci nel cuore e gridare a gran voce ...

è ora di smetterla vogliamo vivere in pace. Se tu mi aiutassi  ancora Gesù, invece di dormire qui nella mia coscienza, forse potrei gridarlo dai tetti che:
Nessuna guerra è giusta, nessuna guerra è santa, nessuna guerra celebra la vita, nessuna guerra porta la pace.


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martedì, 19 dicembre 2006

Buon Natale Lisa

poesia, trasparenze, male di vivere, pagine di vetro, poesia sociale, aspettando natale

                                                      

Lisa giovane amica,

Tu hai conosciuto la lama tagliente che trancia  le ali ai sogni, e che sprofondata nel precipizio, hai saputo raccogliere briciole di piume per farne un bricolage e incollarlo al posto delle ali, insegnandomi che l'amore può nascere anche dal dolore lacerante.

Buon Natale Lisa.

In spazi di assoluta solitudine
su malinconiche pagine
scritte con inchiostri di indelebile china

Chinata sulla vita stessa
avvitandosi disperata
in spasmodiche contrazioni
di membra prostrate dal dolore
sfocia in liberatori pianti.

Si accinge a proseguire incerta nel domani
tenendo nel ventre stretto
il frutto di un amore ormai negato. 
               

              *
Ritornerà il sorriso Lisa
ritornerà a brillare alto il sole
a questo figlio tu darai tutto l'amore.



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lunedì, 18 dicembre 2006

iDea di Pace

pensieri, poesia, guerra, meditazioni, piume, male di vivere, aspettando natale

Tu

 partorita da mente  guerriera

nascesti morta


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venerdì, 15 dicembre 2006

Il presepe vivente

poesia, dedica ad un amico, male di vivere, pagine di vetro, aspettando natale

Eccola la Madre china sul figlio
a quietare  quei vagiti
che come lame a doppio taglio
squarciano questa gelida notte stellata

Nemmeno un fuoco acceso
in questa baracca di cartoni
presso la discarica cittadina
Giuseppe cerca tra i rifiuti
quello che a noi non serve
per festeggiare con decoro
l'indifferenza del mondo
al grido disperato
infranto nelle vetrine
dell'ipermercato.

Tre gatti randagi riscaldano la culla
una lucerna rischiara il buio
e poi più nulla
.


Raccolto nell'aria da ariadipoesia
alle ore 22:23
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venerdì, 15 dicembre 2006

Pagine di niente

poesia, dedica, trasparenze, male di vivere

 

Sul leggio di paglia
usato come trono
scivolano le nostre
pagine di niente
al soffio di bufere
fermate a mani nude

Con voci afone
intingiamo
in inchiostro simpatico
parole non lette
su mura di prigioni
che perse libertà
costruiranno
troppo in fretta

(dedicata ai censori imparziali di taluni forum e blog.)


Raccolto nell'aria da ariadipoesia
alle ore 13:23
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sabato, 02 dicembre 2006

Maschere e coriandoli di stelle

guerra, trasparenze, male di vivere, poesia sociale

Di cosa possiamo gioire
nascosti dietro le maschere
di pelle nera rivoltata?

chi è il gran cerimoniere
che comanda la ballata
e si nasconde malizioso
dietro incerte barriere
che coscienza ha innalzato
per colorare falsi ideali
su stoffa grezza di bandiera?

il Cedro nega fioritura
tarda il Dattero a diventar maturo
il Sicomoro non ha foglie e vita

in questo carnevale
non  più carnem levare
ma carne con carne tagliare
nervo per nervo a perire

"ombrello" aperto
non ripara pioggia di radio
non fa scudo
al vento di guerra
che disperde la speranza
su ferite cancerose


 Si eclissano i coriandoli di stelle
della moderna Europa

su caschi blu notte colorati

 Nel consapevole abominio
quando a maschere riposte
riconosceremo i visi
 su nessuno comparirà sorriso


Raccolto nell'aria da ariadipoesia
alle ore 12:25
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lunedì, 20 novembre 2006

coriandoli d'ombre

pensieri, poesia, vita, male di vivere, pagine di vetro


Spezzati
coriandoli
monocromatici
di pagine strappate
confondono ancora
i tuoi pensieri scritti
sui fogli di juta.

Mani nude
dalle nodose nocche
macchiate di blu
timidamente
celano frasi sognate
in silenzio di suoni
verità inconfessate
sparpagliate
dal soffio del vento


Idee
 scivolate
su lucidi pavimenti
d'attesa
stremante.

e... ti convinci d'aver scritto per tenerti compagnia.

Solitaria sorte
essere assorti
a contemplare
un vuoto colmo
di disarmonie
di suoni.

Ombre lucenti
dietro vetrate
di mosaici
si specchiano
immergendosi
nella lastra azzurra del lago.

Possano donare refrigerio all'anima bollente di odio e di paure

Chiusa
da pomeriggi estenuanti
scrivi ancora
attendi,
sperando
che dal coriandolo
germogli il sorriso.

S'attarda la sera
a metter radici
e strappi ancora
insensatamente
lettere amare
che mai saranno lette.


Raccolto nell'aria da ariadipoesia
alle ore 17:24
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