Siete tra le pagine di ariadipoesia.
In questa pagina troverete quanto di me diventa trasparente attraverso le parole raccolte nell'aria.
In questo spazio, che adoro codividere con i miei amici, le parole trovano casa e si spogliano del loro uso banale, per produrre suoni e immagini sempre nuove.
Potete restare, se non avete fretta, e commentare.
Siete sempre benvenuti.
Angela ariadipoesia
mercoledì, 07 maggio 2008
poesia, vita, diario, liberazione, effetti speciali, trasparenze, fioridipensiero
Di me, tutto traspare angoli di pensieri sparpagliati tra maglie sconfinate disegnate dalle energie vibranti. Scacciapensieri muti che gridano la mia esistenza in vita. 
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domenica, 13 aprile 2008
poesia, vita, fede, anima, effetti speciali, piume, trasparenze, spiriti ribelli, pagine di vetro, scriverescrivere, pianeta uomo
Acini variopinti .:.
ascendono
in danza di colori
Tra i fondali
d'azzurrità
ogni travaglio
è stinto.
Uomo
intelletto affina
osa altri percorsi
Non prono al destino
sfida
le leggi del banale
Sciogli
i legacci antichi
oltre le convenzioni
Vola
e intona un muto
inno di lode
all'armonia creatrice.
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3Scrivo anche su :
giovedì, 27 marzo 2008
pensieri, mare, poesia, favole, diario, pace, fantasy, maree, filosofie, meditazioni, folletti, effetti speciali, piume, morte, fate, pellegrinaggi, malinconico, parole in libertà , pagine di vetro, gioco poetico, pianeta uomo
La vita è un attimo arricciato -oltre l'elisse del presente d' anime.
sulla parete dell'eternità-
Sono entrata nel tempo dei pensieri
scivoloso
selciato
di ricordi
-Aberga l'ansia-
Negli angoli acuti di esistenza
lune eclissate
soli di ghiaccio
fronde sparse
-La vita è un attimo arricciato
sulla parete dell'eternità-
Nei pensieri piu segreti
pianeti stinti
fuligine di tempo
lumi e falene
nel riflesso del battere del tempo
n a s c e n d o
v o r t i c o s a m e n t e
a s c e n d o n o
-Dall'eternità ogni attimo
arricciano le pareti della vita-
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mercoledì, 12 marzo 2008
poesia, deliri, effetti speciali, collezioni, gioco poetico
12 aprile 2003. Alla pace;speriamo che finisca presto questa assurdità, che ci distruggerà e ci vedrà fratelli armati l'uno contro l'altro. da
oggi
solcano
aquiloni stinti
i cieli della pace
avanzano ostinati a planare
tra cumuli e lembi gonfi di lacrime
sul dattero, sul sicomoro e sui fior di loto il vento di speranza soffia diperato
a disegnare solchi di luce nel plumbeo strato
hanno beccato la mela, l'aquila s'accascia
liscia le ali sul palmeto desolato e trema
ora nessun deus ex machina, fa miracoli
e se di blù tinto di stelle il casco tiene
stinta d'ogni colore e la bandiera
che tenebre di uranio pregna
anche il suono si è spento
sulle barricate di silenzio
la coscienza è morta
il suo testamento
radio attivo
rimane
così
si
o
s
c
u
r
a
o
g
n
i
s
o
r
r
i
s
o
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domenica, 09 marzo 2008
effetti speciali, scriverescrivere, regole di composizione, comunicazione e poesia, studiarestudiare
La poesia ricorre fin dalle origini alle figure retoriche, sa suscitare così, sensazioni "forti" e arriva al cuore del lettore, dell'ascoltatore, ricorrendo a tecniche elaborate ma efficaci. Ecco le figure retoriche più comuni e, ancora oggi, più riconoscibili Allegoria : E' un'immagine o un discorso che nasconde un significato diverso dal suo significato letterale, di carattere simbolico e di ordine per lo più morale o filosofico. Questo procedimento retorico permette di trasformare nozioni astratte o concetti morali in immagini spesso suggestive. Oltre che riguardare i singoli elementi di un'opera , come ad esempio, la lupa, nella Divina Commedia di Dante, è usata per indicare l'avarizia, può riguardare intere situazioni così, una barca abbandonata sulla spiaggia indica la solitudine dell'uomo. Allitterazione E' una ripetizione della stessa vocale, consonante o sillaba, all'inizio o all'interno di due o più parole contigue e legate dal senso. In poesia, nelle canzoni e negli annunci pubblicitari, viene usata per far risaltare determinati effetti musicali e per mettere in evidenza certe parole; ad esempio nei versi di Carducci il suono delle parole esprime quello che le parole già esprimono con il loro significato, cioè il fischio improvvisodi una locomotiva vapore: ... immane pe' l buio gitta il fischio che sfida lo spazio. Di fatto, qui, il suono acuto delle i e il suono sibilante delle s, rafforzati dall'accostamento con consonanti come f, p e z, suggeriscono, anche a livello fonico, l'idea del fischio che lacera il silenzio di una fredda mattina. Anafora E' la ripetizione di una o più parole nell'ambito di più versi, all'inizio di più versi successivi, allo scopo di sottolineare un determinato concetto. Così,nei seguenti versi di Dante (Inferno, canto III) la ripetizione "Per me si va" vuole indicare chiaramente il destino dei dannati: Per me si va nella città dolente, per me si va nell'eterno dolore, per me si va tra la perduta gente. Antonomàsia (Dal greco antonomasìa,"parola che sta al posto di un' altra"). Consiste nell'utilizzare un nome comune invece di un nome proprio che lo individua e lo caratterizza : "Il sommo poeta"= Dante Alighieri, il Vate " =Gabriele Dannunzio; o viceversa il nome proprio in luogo di un nome comune, quando le qualità del personaggio sono diventate proverbiali "un giuda"= falso e bugiardo come Giuda; "una Venere"= una donna bella e seducente come la dea della bellezza Venere. Chiasmo Consiste nel disporre, in forma incrociata,termini corrispondenti di due coppie di parole o di frasi, in modo da rompere il normale parallelismo delle parole. Così nel seguente verso di Leopardi,"odi greggi belar, muggire armenti ", l'ordine parallelo "sostantivo + verbo" è stato rotto per costruire uno schema incrociato "sostantivo + verbo/ verbo + sostantivo": odi greggi belar, muggire armenti a b b a Quando la fine di un verso non coincide con la fine di una frase e la frase continua nel verso seguente si ha un enjambement. Mentre, infatti, poeti come Dante tendono a fare coincidere l'unità metrica del singolo verso con l'unità sintattica e concettuale di una frase, di modo che ogni singolo verso abbia un significato compiuto e autonomo, a partire dal Cinquecento, e poi sempre più spesso nell'Ottocento e nel Novecento, i poeti spezzarono queste coincidenze, sia per dare maggiore rilievo a singoli elementi sia per creare una più intensa fluidità ritmica che modificasse la rigida e monotona scansione dei versi. Così, per esempio, nell'Infinito di G.Leopardi, l'enjambement produce fratture tra termini che di solito costituiscono nessi unitari del tipo sostantivo-aggettivo: Ma sedendo e mirando, interminati spazi di là da quella, e sovrumani silenzi... ... Sostantivo- complemento di specificazione: e questa siepe, che da tanta parte dell'ultimo orizzonte il guardo esclude... Soggetto- predicato verbale: ... io quello infinito silenzio a questa voce vo comparando. Predicato verbale- oggetto: ... e profondissima quiete io nel pensier mi fingo. Ipèrbole (Dal greco hypér,"al di là" e bàllo,"getto"). Consiste nell'esprimere un concetto o un'idea con termini esagerati, tanto esagerati che, presi alla lettera, risulterebbero inverosimili o assurdi. "Mi si spezza il cuore"; "Facciamo quattro passi"; "Te l'ho detto un milione di volte" L'iperbole viene usata per moltiplicare l'effetto di un discorso, con risultati, di volta in volta, comici, ironici o sarcastici o semplicemente enfatici. Litòte (Dal greco litòs, "semplice"). Consiste nell'esprimere un concetto in forma attenuata, per lo più negando il concetto opposto. Come ad esempio nei Promessi Sposi, dove A.Manzoni, anzichè dire che Don Abbondio era un vile, dice che "di certo non era un cuor di leone". Metàfora (Dal greco metaphèrein, trasportare). Consiste nel sostituire a una parola un' altra parola legata alla prima da un rapporto di somiglianza. Non può essere semplicemente considerata una "similitudine abbreviata" per il fatto che realizza in forma immediata e sintetica il rapporto di somiglianza che di solito viene presentato in forma analitica mediante una similitudine o un paragone. Propone cioè, una vera e propria identificazione attraverso una forzatura. Così, la metafora "Sei una volpe" è molto più forte dell'abbreviazione della similitudine "sei furbo come una volpe". Le metafore possono essere costruite in vari modi: - con un sostantivo ("una montagna di compiti"; "una salute di ferro" ); - con un aggettivo ("gli anni verdi"=della giovinezza); - con un verbo ("il pavimento della stanza balla"); - con un predicato nominale ("quella ragazza è una perla"; - "sei proprio una zucca!"). Metonìmia (Dal greco metonymìa, "scambio di nomi"). Consiste nell'indicare una cosa non con il suo nome abituale ma con il nome di un'altra cosa che è legata alla prima da un rapporto di contiguità, cioè da una "vicinanza" di significato, da un'affinità di tipo logico o materiale. In particolare la metonimia può indicare: - l'effetto per la causa ("guadagnarsi la vita con il sudore"= con un lavoro pesante, che fa sudare); Ossimòro -la causa per l'effetto ("sentire le campane"= i rintocchi delle campane); -la materia di cui è fatto l'oggetto per l'oggetto ("lucidare gli ottoni"=gli oggetti di ottone); -il contenente per il contenuto ("bere un bicchiere"= il vino contenuto in un bicchiere); -l' astratto per il concreto ("la giovinezza è spensierata"= i giovani); -il concreto per l'astratto ("avere del fegato"= del coraggio); -l' autore di un'opera per l'opera ("leggere Leopardi"= le opere di Leopardi); -il luogo dove una persona si trova per la persona stessa ("una decisione della panchina"= dell'allenatore della squadra che, durante la partita, è seduto sulla panchina). Onomatopèa (Dal greco onomatopoìa,"creazione di un nome"). Consiste nel riprodurre e nell'imitare, mediante i suoni della lingua, suoni naturali e rumori reali. Ad esempio, nei versi che seguono, Giovanni Pascoli, riproduce suggestivamente il rumore del tuono inserendo all'interno delle parole suoni che richiamano il suo significato: ... il tuono rimbombò di schianto rimbombò, rimbalzò, rotolò cupo, Consiste nell'accostare, nella stessa locuzione, parole di significato opposto, che si contraddicono a vicenda. Un simile accostamento produce effetti espressivi densi di significati inediti e suggestivi. Per esempio: "grido silenzioso"; "amara dolcezza"; "ghiaccio bollente".
Perifrasi Consiste nell' usare un giro di parole invece del termine proprio per indicare una persona, una cosa o un concetto. Come per esempio, in questo verso di Dante: " il bel paese là dove il sì sona" (= l'Italia). Questa figura retorica è molto usata nella diplomazia. Similitudine Consiste nel stabilire un paragone tra due termini (persone, oggetti, situazioni, sentimenti) che hanno qualcosa in comune collegandoli con nessi comparativi del tipo: così...come, quale...tale, sembra, assomiglia, ecc... Esistono similitudini brevi e semplici, come la seguente, di G. Ungaretti L'Isonzo scorrendo mi levigava come un suo sasso. Sinestesìa Consiste nell'associare, all'interno di un'unica immagine, nomi e aggettivi appartenenti a sfere sensoriali diverse che, in un rapporto di reciproca interferenza, danno luogo a un' immagine vividamente inedita, come nel seguente verso di S.Quasimodo: l'urlo nero della madre in cui una sensazione uditiva "urlo" è unita a una sensazione visiva "nero", a suggerire l'idea di un dolore e di un' angoscia senza fine. Altri esempi: "fredde luci"; "colore caldo".
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