Siete tra le pagine di ariadipoesia.
In questa pagina troverete quanto di me diventa trasparente attraverso le parole raccolte nell'aria.
In questo spazio, che adoro codividere con i miei amici, le parole trovano casa e si spogliano del loro uso banale, per produrre suoni e immagini sempre nuove.
Potete restare, se non avete fretta, e commentare.
Siete sempre benvenuti.
Angela ariadipoesia

domenica, 29 novembre 2009
memoria, guerra, pagine di vetro, poesia storia, riproponendo
Un soffio, solo un soffio ![]()
.:.
e la polvere del passato ti invade
sale su per le narici, impietosa
colmandoti i polmoni
soffocandoti.
Come dimenticare l'urlo
che nasce dalle viscere.
Quel dolore che profondo
si fa spazio tutt'intorno
rabbuiandoti
Quando le stelle di dentro
diventano fioche,
le maree si annullano.
Si vive eternamente
gravitando nel dolore.
Un padre che sopravvive ai propri figli
diventa un buco nero
che inghiotte immense luci,
senza neanche farci caso.
Fortunato chi dice "il tempo medica!”
Non conosce quel dolore
che ovatta tutti i suoni
e oscura ogni colore.
Come una ladra è arrivata l'ombra
ha allungato quel giorno la sua falce
e subdola il pungiglione, crudele
ha conficcato nell'unico mio giglio.
Ma se un giardino pieno
pur n' avessi avuto,
non avrei risparmiato la mia vita
perché a me, fosse lui sopravvissuto.
Guardati intorno, dimmi che vedi.
Non vedi forse la cenere sparsa
lasciata da quella supernova
che ci inondò accecandoci?
Non vedi forse, i brandelli di pelle
sparsi dovunque e spettri d'alberi
dov'era il corso tranquillo dei fiumi
negli impietriti solchi d'adesso?
Dimmi che vedi,giovane sguardo di donna.
Fammi capire cosa videro
dopo quel fungo nauseabondo
quelli che mentre il mio mondo moriva,
osannanti urlarono
vittoria!
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lunedì, 09 novembre 2009
poesia, amore, anima, poesiadialettale

Quanno tutt'anzieme
se ammortano e lampare
rimmane rint'o scuro
na luce sulamente
a rischiarà a paura
E' o lume
d'o pensiero e te
ca me fa luce.
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mercoledì, 04 novembre 2009
racconti brevi, gente strana, riproponendo
50 anni di vita, sapeva bene di essere uno scrittore affermato, lo invitavano in tutti i circoli culturali. Era uno dei personaggi più in vista nel mondo letterario, tenuto in grande considerazione dai mass-media che spesso richiedevano le sue opinioni. Il suo fascino d’artista era amplificato dal fisico slanciato e dal suo sorriso cordiale, senza tenere conto della simpatia che con naturalezza riusciva a suscitare in chi incrociava, anche solo per un istante, il suo sguardo sereno. Era soddisfatto di se, talmente soddisfatto che si sentiva serenamente appagato dai suoi successi e dalla vita. 50 anni, era tempo di raccogliere quello che aveva seminato, e la raccolta era ormai fruttuosa. Un compleanno passato inosservato mette in crisi, e quella sera, si rese conto che aveva già superato il mezzo secolo di vita, era passato in fretta, quasi non se n’era accorto, i giorni si erano susseguiti vertiginosamente. Ora, era nel suo studio con un brandy ghiacciato da sorseggiare, con le sue caramelle alla liquerizia, a festeggiare l’inizio dell’età matura, da solo, seduto al suo computer. Decise, per festeggiarsi, di ricapitolare in un brano tutto quello che nel corso degli anni aveva voluto comunicare con i suoi scritti. Nessuno, meglio di lui, avrebbe potuto decifrare lo spirito che aleggiava tra le righe dei suoi componimenti, di questo n’era certo. Trascorse tutta la notte a sfogliare i files dei suoi scritti, alcuni non li ricordava nemmeno; erano bozze di brani, scritti in momenti particolari e mai più riletti, alcuni poi, erano pagine di diario, in cui parlava semplicemente di cose osservate nel corso di incontri e riunioni in casa di artisti a lui vicini, altri invece, erano commenti a testi di vecchie canzoni popolari e molto altro ancora. Una folla di considerazioni si avvicendavano, scriveva convulsamente tutto quello che gli si affacciava alla memoria, pensando che sicuramente, sarebbe stato in grado di ricomporre, con logica visione di insieme, tutti quei pezzi che come frammenti di specchi lo rifletevano mano a mano che riaffioravano . Alle prime luci dell’alba ancora sfogliava i suoi scritti, incredulo, sorrideva o faceva smorfie di disapprovazione, le sue mani nervose sfioravano la tastiera del computer come se suonasse un concerto per pianoforte. Apriva e chiudeva files, scriveva commenti ai suoi brani, ci ritornava, dopo aver letto alcuni altri scritti aperti , senza accorgersi nemmeno, che la stanza era diventata invivibile, per la densa coltre di fumo prodotta dalle tante sigarette accese. La bottiglia vuota del suo brandy preferito e il posacenere colmo di mozziconi di sigarette e di carta colorata delle caramelle alla liquerizia, stavano a testimoniare il lungo periodo passato a cercare di riassumere, in bella veste, la sua filosofia di vita. Alle sette in punto, come ogni giorno, Marta, la donna di servizio, aprì la porta dello studio, certa di trovarlo libero ma la luce accesa della lampada e quell’odore acre di fumo, la fecero desistere dall’entrare, non voleva disturbare lo scrittore, ma non si trattenne dal commentare la cosa, come spesso faceva parlandosi addosso, socchiudendo la porta, infatti, mormorò ad alta voce: « ma come si fa a passare una notte intera a scrivere scemenze che nessuno legge?». Aprì la finestra, respirò la fresca aria del mattino, poi, con le dita, scrisse sul vetro, ''50 anni: ho scritto della vita, ma non l’ho vissuta''.
Lo scrittore, ascoltò quella considerazione mormorata con tono di incredulità, si fermò, alzò finalmente lo sguardo dalla tastiera e si accorse che il sole si affacciava curioso dai vetri della finestra che dava sul giardino.
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mercoledì, 21 ottobre 2009
Ora l' uomo m'appare com'è nella sua natura Stanco!
Sono caduti gli idoli.
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venerdì, 02 ottobre 2009
mare, poesia, favole, diario, sogni, fantasia, streghe, estate, fate, cerchi, spiriti ribelli, pagine di vetro, cieli sereni

Rompe l'azzurro profilo che delinea il mondo
il vecchio mercantile arenato tra le rocce.
Lì sullo scoglio muto che ringfrange l'eco delle voci a bordo,
assorta, attendo che lo sfondo cambi.
In quel sereno squarcio
tra cielo e mare immersa,
mi racconto le favole più belle.
La nave si fa cocchio tirato dai delfini
verso le ignote mete, oltre il filo dei destini.
.:.
ringrazio il mio amico Argentino Ricardo De Blasio per avermi concesso l'autorizzazione ad usare la foto di cui sopra di cui detiene i diritti d'autore.
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venerdì, 02 ottobre 2009
poesia, estate, maree, desideri, anima, attese, dedica ad un amico, pagine di vetro

foto concessa in uso da Ricardo de Blasio che ne detiene i dititti d'autore
Il disco rompe l'ombre della noia
nel mare s'intinge e tinge l'onde d'oro
Dalla sdraio sull'arenile
sogno danze di sirene
Rasserenato il pensier naviga muto
la dove l'orizzonte sfuma e l'infinito incontra.
.:.
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mercoledì, 23 settembre 2009
poesia, amore, vita, fantasia, streghe, anima, folletti, piume, cerchi, trasparenze, spiriti ribelli, pagine di vetro, giochi poetici, haiku- tanka renga, magie sannite, pozioni magiche, pianeta uomo, metriche orientali, pensieri rosa, cieli sereni

Vestita di buio
danzo all'amore eterno.
Io strega io fata .
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martedì, 22 settembre 2009
pensieri, vita, streghe, cerchi, trasparenze
Questa notte l'aria è umida, penetrante. Sfioro la luna
Il profumo delle zagare si posa sul davanzale.
Il ticchettio del pendolo sgombra il silenzio.
Entro nella camera oscura a sviluppare la mia vita.
La sigaretta accesa faro tuo nell'ombra.
Anelli di fumo ricamano la presenza.
Nel tiepido letto disfatto s'addormenta il desiderio.
L'alba indugia sul pergolato e il gallo s'attarda a far sorgere il mattino.
Abbracciata al mio incantesimo sorrido.
su gocciole di brina
sono una fata.
.:.
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lunedì, 14 settembre 2009
poesia, vita, trasparenze, spiriti ribelli, riproponendo, pensieri rosa
Dischiudi le mani tremanti
all'alba del giorno che muore.
Il cerchio d'ombra,
disegna, impietoso
il confine del certo.
Tutto esce fuori dal sogno,
e avanza reale la sera
Solchi arati dai ricordi
nella sabbia di quella clessidra
ancora una notte.
- sul ramo più alto del pioppo, il gufo osserva curioso -
Dietro la finestra socchiusa,
sgrani il rosario legnoso
ancora una posta, ripeti, mentendo a te stessa.
-il silenzio batte le nocche ossute sul muro della speranza-
Lumino acceso
rischiara il ritorno
del frutto di grembo
maturato lontano.
- si allungano le ombre, nel vicolo cieco non s'odono passi-
L'eco ritorna di voce bambino
che obbedienza assicura
un sorriso accennato e poi il nulla.
-batte lento il quarto la civica, requiem solenne al tempo che fugge-
Rincuora ogni ave,
spalanca il cancello
mai chiuso da allora.
-profumo di pane fragrante si espande all'aurora-
Domani, domani ritorna,
ti sai dire ancora
Fedele, riponi sgranata corona.
- lascia cadere il buio il manto nel mare-
Riflessa allo specchio,
distogli lo sguardo,
per non disperare.
-al canto del gallo si è spento il lumino-
Tremi al pensiero che il tempo si fermi,
senza averlo ancora una volta
tenuto stretto al tuo cuore.
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martedì, 08 settembre 2009
poesia, malinconico, spiriti ribelli, fioridipensiero, riproponendo
Cappelli impolverati giacciono su pastrani smessi gardenie ammuffite infilate all’occhiello macchiano sciarpe di seta accatastate sulle sedie di paglia. Luccicano ancora orologi a catena che non segnano ore pendenti dai taschini. La calda radica di tavoli divelti mostra nostalgica macchie di inchiostro gocciolate un tempo. Sul pavimento sparsi appallottolati fogli e altri ben distesi con schizzi di parole figure complicate e frasi cancellate. -Tutto tace, è il suono del niente- Solo il ritmo claudicante di un becero canuto sorride al mio saluto mostrando bocca vuota di denti e di parole Si sente amplificato quel muto vocalizio che spegne ogni speranza nella penombra opaca di quel che un tempo era il ritrovo; dei poeti. . 
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lunedì, 31 agosto 2009
poesia, vita, memoria, solitudine, piume, attese, male di vivere, pagine di vetro

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mercoledì, 12 agosto 2009
poesia, vita, fantasia, estate, piume, fate, trasparenze, magie sannite, pozioni magiche, pianeta uomo, cieli sereni
Specchi di cielo incisi nei tuoi occhi Filigrane di stelle rischiarano cieli neri d'anima in tormento Nel silenzio del vento s'ode l'eco del canto d'erba tesa a dissetarsi di perle ricamate dalla brina istantanea di vita che mi calma e rende dolce il tempo amaro. Giusta mercede al dì della fatica. .:.
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martedì, 28 luglio 2009
poesia, vita, diario, streghe, piume, fate, dedica, trasparenze, pagine di vetro, magie sannite, ghiribizzi, cieli sereni
Seduta sulla rupe del tramonto drappi di vita tra le mani Ricamo col filo dei ricordi moltitudini di stelle. S' innammorerà della notte il mondo. .:.
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mercoledì, 22 luglio 2009
vita, streghe, piume, trasparenze, spiriti ribelli, pagine di vetro, magie sannite, pozioni magiche, pensieri rosa, cieli sereni
.:.
Polvere di stelle
sulle ali del mio presente
inscrivono note suadenti
Sorridono gli angeli.
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mercoledì, 22 luglio 2009
vita, diario, esercizi di stile, anima, piume, cerchi, trasparenze, spiriti ribelli, pagine di vetro, scriverescrivere, fioridipensiero, magie sannite, pensieri rosa, ghiribizzi, cieli sereni
.:.
Notte silente. Schiava delle stelle
alla luna confidi il tuo tormento
mentre Venere copula con l'alba.
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venerdì, 17 luglio 2009
viaggi, articolo, pellegrinaggi
Sulle orme di Padre Pio: tracciato dei pellegrinaggi a Pietrelcina. di Angela De Blasio Tra le verdi colline beneventane a pochi chilometri dalla città capoluogo sorge la città di Pietrelcina luogo natale di Padre Pio. Il piccolo paese con le sue case di pietra, conserva come in uno scrigno i luoghi dove il santo frate ha vissuto da bambino con la sua famiglia, dove ha conosciuto e ricevuto i sacramenti del battesimo, della comunione e della cresima e ha accolto a piene mani la sua vocazione sacerdotale. Il Pellegrino sulle orme di Padre Pio, in questi luoghi, dove il piccolo Francesco ha avuto tantissime visioni, ha lottato contro il demonio, e ha ricevuto le stimmate, troverà tutto intatto il rispetto per la natura della gente sannitica e l’umiltà e la semplicità della gente di campagna. All’ingresso del paese è posto il convento dei Frati Minori Cappuccini che è il centro di accoglienza per il pellegrino, ed è luogo di raccoglimento e preghiera e sede del museo di Padre Pio. All’uscita del convento è lo stesso lastricato (rifatto da poco) a invitare il visitatore a proseguire sul sentiero che porta ai luoghi cari al Santo. Si continua lungo quelle viuzze strette e tortuose rapiti da continue scoperte di angoli caratteristici dove il tempo sembra essersi fermato che portano prima alla Chiesa Parrocchiale dedicata alla Madonna della Libera, (dove è conservato il confessionale in cui San Pio era solito intrattenersi a confessare per ore ma che è anche il luogo dove egli celebrò la sua prima Messa), per proseguire lungo le scalette di porfido che seguono il declivio dolce del colle su cui è arroccata la cittadina, sul percorso che porta alle case di Padre Pio, è possibile qui, sulla strada del ritorno, comprare prodotti tipici locali e oggetti ricordo. Dopo aver visitato le case e la Morgia ( un ammasso roccioso presso le case del Santo) che tanto spesso il frate citava nelle raccomandazioni di saluto “guagliò salutami la Morgia” indicandola come simbolo di Pietrelcina e nel frattempo dello spirito semplice ma dal forte temperamento dei Pietrelcinesi, si può proseguire lungo la via del Rosario per raggiungere Piana Romana dove è ubicata la Masseria Forgione che è una casetta presso il piccolo appezzamento di terra di proprietà Forgione e luogo dove ebbe inizio il manifestarsi delle stigmate. Questa zona di raccoglimento, detta il boschetto, si trova appena dietro la casa di campagna, presso un olmo, dove c'è anche una roccia che gli faceva da seggiolone.
In questo posto tranquillo e salubre, padre Pio ebbe visioni di angeli ma fu anche luogo di tremende lotte con il demonio. E'proprio in questo luogo che si trova oggi la Cappella delle stigmate costruita attorno all'Olmo a cui era appoggiata la capannuccia di paglia nella quale Padre Pio pregava solitario. E'ancora qui che nel 1912 il Frate di Pietrelcina ha ricevuto le stigmate per la prima volta ed è’ sempre qui, in questo luogo pregno di pace e di preghiera che Padre Pio ha ricevuto il dono mistico della Trasverberazione, ovvero i segni della completa partecipazione alla passione di Cristo. Per accoglie le celebrazioni eucaristiche nella zona di Piana Romana, è sorta una nuova Chiesa, capace di accogliere numerosi pellegrini. Durante la buona stagione le celebrazioni avvengono all'aperto, davanti alla cappella dell'Olmo.
Fu qui che nel 1910 venne a ritemprarsi, quando per la sua malattia ebbe il permesso di lasciare il convento e di vivere nella sua casa natale a Pietrelcina.
Il frate tutti i giorni dopo aver celebrato la Messa raggiungeva la masseria dove il fratello Michele, aveva costruito per lui una capanna per dargli modo di raccogliersi a pregare e meditare senza rinunciare a stare all'aria aperta, nella speranza che avrebbe giovato ai polmoni malati del fratello.
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lunedì, 13 luglio 2009
piume, malinconico, trasparenze, pagine di vetro, scriverescrivere, fioridipensiero

intreccia in sincronia perenne
compromessi con gli eventi,
ricama oasi appaganti
e smussa gli angoli dei sogni.
Eppure, nel gracchiare ossessionante
dello stagno, l'eco ritorna
di quel principe perduto.
Istantanea di un sorriso.
Semplicemente complicata
questa vita.
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lunedì, 23 marzo 2009
natura, poesia, attese, malinconico, haiga, haiku- tanka renga
Il freddo arretra
con i gatti già in fila
attendo il suono
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3Scrivo anche su :
domenica, 22 marzo 2009
neve sul colle °
la rondine non torna
gelo e morte nel cuore
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domenica, 01 marzo 2009
poesia, vita, ritratti, meditazioni, anziani, cerchi, pianeta uomo
Luccica il porfido Finestre spente S'infrange l'ombra d'Ombra Cocci sparsi di vita Il bastardo rognoso Lui solo sa di certo Quell' ombra fu una fata .
al chiaror di luna
scivoloso il passo
nel vicolo stanotte
guardano al silenzio
Vaga stanca l'ombra
che struscia con fatica
chiocciola di carrello.
Muta la preghiera
e piove ancora buio
su sella di speranza.
su muro di mortella
tingendola di scuro.
lamiere di pensieri
raccolti sulla via.
segue al passo
leccandogli le dita.
ch'un tempo non lontano
prima d'errar raminga 
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giovedì, 29 gennaio 2009
poesia, vita, desideri, fioridipensiero, magie sannite

Scema la luce.
Il disco oltre il monte
tinge d'arancio la vallata
e nel fiume si disperde
Sfiora il vento
sul tratturo scuro
le gialle dita di ginestre
espandendone fragranza
Tutto è silenzio intorno.
Potesse questa pace
scendermi nel cuore,
come danza di colori,
sui giorni miei rimasti.
.:.
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3Scrivo anche su :
lunedì, 15 dicembre 2008
poesia, streghe, folletti, trasparenze, pagine di vetro, scriverescrivere, fioridipensiero, pozioni magiche, ghiribizzi
Permeare con punte di dita il tramonto sparpagliandone i colori
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domenica, 14 dicembre 2008

Il vagito,
nella notte del Giorno
squarcia l'attesa
Gemme
di speranza
brillano
Ora
è tempo
che ricominci il canto
.:.
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3Scrivo anche su :
giovedì, 11 dicembre 2008
poesia, vita, poesia sociale, presepi di aria
Esile tessuto di ragno Strenne natalizie Scarseggia il pane sulla mensa del mondo stolta la vecchia idea di pace, Si contano i dispersi Elemosina di Stato. Ed è Natale? Per gli increduli sopravvissuti una voce metallica

sulla porta socchiusa al destino del mondo
è la speranza.
distraggono le genti
e in luci colorate ogni coscienza è stinta.
trattiene i giovani in trincea
nelle mute fabbriche
ci resta nelle mani la tessera
incessantemente
continua a ripetere
buone feste.
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3Scrivo anche su :
giovedì, 11 dicembre 2008
Eccola la Madre china sul figlio 
ad accogliere il vagito
che come lame a doppio taglio
squarcia questa gelida notte stellata
Nemmeno un fuoco acceso
in questa baracca di cartoni
presso la discarica cittadina.
Giuseppe cerca tra i rifiuti
quello che ad altri più non serve
per festeggiare con decoro
l'indifferenza del mondo
al grido dei diseredati
infranto nelle vetrine
dell'ipermercato.
Tre gatti randagi riscaldano la culla
fa chiaro al buio una lucerna
ma tra gli avanzi il nulla.
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mercoledì, 10 dicembre 2008
, la mia cara nonna era un'artista nella materia e così mi sono sentita obbligata anche io a tentare questa ricetta nonostante non sono un gran cuoca.
Come ogni buona ricetta molte sono le variazioni sul tema e anche cercando in internet troverete ricette abbastanza diverse su come fare gli struffoli, di seguito vi propongo la versione molto semplice che da sempre viene preparata nella mia famiglia.

Struffoli dunque, ed è fine anno, come pastiera ed è Pasqua.
Belli, biondi, variopinti, croccanti, appiccicosi. Che spettacolo !
i multicolori diavolilli sottolineano il clima festivo.
Sono piccolissimi i confettini che si usano solo per decorare, mentre il loro sapore si afferra appena.
Risultano essere un impasto di farina, uova, aroma di liquore amalgati poi col miele.
Gli struffoli sono un pezzo della nostra storia, ricordano le notre origini Greche ( il nome deriva da strongulos ) e ci riportano al fantastico Oriente, ai suoi dolci caramellosi, grondandi di miele.
Veniamo agli ingredienti:
500g di farina, 5 uova, 5 cucchiai di olio extravergine d'oliva, 500g di miele, 1 cucchiaino di lievito paneangeli, la buccia grattugiata di un limone e zucchero.
In un recipiente inserite il contenuto delle 5 uova, 5 cucchiai di olio, 3 cucchiai di zucchero e la buccia grattugiata di un limone amalgamate il tutto e poi inserite la farina un pò alla volta impastando il tutto alla fine mettete l'impasto su un piano e impastate con le mani (ricordate di mettere un pò di farina sulle mani per evitare l'adesione dell'impasto alle stesse); alla fine dividete l'impasto in varie parti e facendo scorrere tra le due mani la pasta dovete ottenere dei bastoncini tubolari (larghi quanto un dito) e tagliarli a piccoli pezzi come da foto.
Finita la prima fase dovete friggere le palline di pasta in olio bollente, alzarle quando sono dorate e metterle in un colapasta o in un recipiente foderato di tovaglioli per assorbire l'olio in eccesso.
Quando avete finito di friggere tutti i pezzi, mettete sul fuoco una padellona con i 500g di miele e i 5 cucchiai di zucchero e girate continuamente per circa 20 minuti, il tempo è indicativo quello che è importante e che l'insieme di miele e zucchero raggiunga una colorazione ambrata, quando la colorazione vi sembra giusta inserite nella padella le palline di pasta precedentemente fritte e rigiratele in modo che si coprano bene di miele poi su un piano di metallo o di legno (leggermente bagnato per evitare l'adesione) versate le palline formando vari blocchi ognuno composto da molte decine di palline.
La ricetta è praticamente finita per gustare il tutto dovete aspettare che si raffreddino gli struffoli e volendo potete abbellirli con frutta candita e confettini colorati.
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martedì, 09 dicembre 2008
poesia, amore, vita, diario, sogni, piume, attese, trasparenze, dedica ad un amico, luce creazione
Un ultimo sfavillio e la luce assorbirà i colori arranca nell'ascesa l'umana specie gicché la creta il soffio ne assorbì e l'anima fece prigioniera di materia. Ninive è vicina ma il giusto non si trova. Fermi al passo, attori attoniti stretti dalla morsa dell'adesso . La spada dell'ordine dell'Alfa e dell'Omega Michael mostra minaccioso di misericordia leggera piuma d' ali colma l'orma del buio pesto sotto la suola. Taccia la bonaccia e la tormenta scemi, si ascolti la parola viva oltre la roccia della stolta indifferenza. Uni verso al baratro affonda servo si fa l' Uno a cui legarsi alla cordata diventa imperativo risalire la roccia sgretolata di quell'alfa diventata omega. .:. 
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sabato, 27 settembre 2008
poesia, pagine di vetro, luce creazione
In notti cosmiche senza futuro al soffio armonico ti concedesti aurora, elegante nell'incedere da levante allungasti le tue dita sparpagliasti la malinconia del buio. E luce fu sul mondo dei colori dono divino in filamenti d'arte. .:. .:.
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martedì, 23 settembre 2008
poesia, mamma, dedica, dialettando
Quanno tutt'anzieme 
se astutene e lampare
rimmane rint'o niro
na luce sulamente
a rischiarà a paura
E' o lume d'o penziero e te
ca me fa luce.
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giovedì, 18 settembre 2008
poesia, buongiorno, collezioni, haiga, haiku- tanka renga, scriverescrivere, metriche orientali

Vento leggero
introduce l'aurora
Giovedì fresco
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Wolfghost in idoli e altari
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