Io sono...


Utente: ariadipoesia
ariadipoesia Amo planare tra le parole raccogliendone i suoni per trasformare le loro note in magici colori per permeare queste Pagine di vetro.






Passeggeri nel vento
. . .

B E N V E N U T I


Siete tra le pagine di ariadipoesia. In questa pagina troverete quanto di me diventa trasparente attraverso le parole raccolte nell'aria. In questo spazio, che adoro codividere con i miei amici, le parole trovano casa e si spogliano del loro uso banale, per produrre suoni e immagini sempre nuove. Potete restare, se non avete fretta, e commentare. Siete sempre benvenuti. Angela ariadipoesia


ESTEMPORANEI


M U S I C A



Percorrono questo pezzo di strada con me:




B L O G - N A T O IL 31 OTTOBRE 2006





GLI AFORISMI

di ari@dipoesi@


L'arte vera, sta nel saper trovare,
sempre, un compromesso
tra le ferree regole ingabbianti
e il fantasiosioso divincolarsi da loro.
Permettedo quei voli pindarici, pregni di scienza cosciente,
di chi sa che sta varcando
i confini del possibile"
ariadipoesia



Gli altri aforismi
di ariadipoesia
L'ultima volta che mio padre fece sesso... Non ero ancora nata!

ari@dipoesi@

Il nostro presente è già
il viaggio nel futuro di ieri

ari@dipoesi@

Vivere senza maschere appare agli ipocriti una mascherata.

aria@dipoesi@

Vivi come senti e non come vogliono che vivi, perché uno è l'ingresso e una la sortita.

ari@dipoesi@

La vita è un'affacciata alla finestra... La morte ne chiude le imposte!

ari@dipoesi@

Nessuno è nella vita, talmente niente tanto da non lasciare nemmeno la sua ombra impressa sulla sabbia del tempo.
ari@dipoesi@

E' il lunedì il giorno che non avrebbero dovuto considerare nel calendario. Sabato e domenica già bastavano a riempire l'esistenza!

ari@dipoesi@

L'Uomo mette insieme tutti gli errori della vita e crea un mostro chiamato Destino!

ari@dipoesi@

La vita è un colpo ben assestato nello stomaco dell' eternità. Qualunque sia il tempo a noi concesso, l'eternità ha tremato al nostro ingresso e tremerà di nuovo quando torneremo a farne parte. ar@dipoesi@

La peggiore sventura è sentirsi soli, senza possibilità di sentire nemmeno la compagnia dei propri ricordi.

ari@dipoesi@

Alla fine la vita, è una partita già patta sulla scacchiera!

ari@dipoesi@

l'aforista è un finto saggio che si da molto da fare per far sembrare intelligenti le ovvietà.

ari@dioesi@







PARLIAMO
DI
HAIKU

di ariadipoesia
Cosa è l' Haiku ?

E' una forma poetica assai breve, costituita da tre versi di cinque, sette e ancora cinque sillabe.
La tradizione impone che questa composizione contenga almeno una parola che evochi la stagione dell'anno

Di cosa si tratta ?

Si tratta probabilmente della forma poetica più breve esistente al mondo

Chi è il poeta di haiku?

Il poeta kaiku è colui che è capace di essere insieme breve e conciso al fine di riuscire a racchiudere una profonda comprensione spirituale della natura in uno spazio espressivo così limitato.

In questo modo, attraverso i cambiamenti della natura che si cristallizzano nella sua mente, egli arriva ad esprimere il mondo dell'intangibile.

Per loro natura, gli haiku non hanno mai un titolo.

Come faccio a creare un vero haiku?

la divisione di 17 sillabe in tre gruppi di 5, 7 e 5 sillabe e dell'inclusione di un tema stagionale. sono le basi per cominciare a formulare un haiku.

Come una pittura o un giardino zen, l'haiku deve essere oggetto di meditazione, attraverso la quale scoprire la verità essenziale nascosta dentro i suoi versi.

Deve avere carattere di immediatezza evitando astrazioni e metafore e basarsi su immagini concrete per descrivere le sensazioni;

deve cercare di essere introspettivo e porre in primo piano verità, significati, difetti della vita umana;

deve usare un linguaggio di tutti i giorni, evitando il linguaggio fiorito o magniloquente della poesia;

deve mantenere un tono riflessivo, di eleganza discreta e amore delle cose semplici. .

La punteggiatura va usata con sapienza per eliminare ambiguità e scandire le pause; le maiuscole usate secondo le regole della prosa, per i nomi propri e dopo il punto.

Bisogna sapere che è dall'evoluzione dell haikai, una Forma poetica di 17 sillabe sullo schema 5-7-5 sorta nel periodo Tokugawa (1600-1867) di cui il Massimo esponente fu Matsuo Baschè, che è nato lo haiku.

Non vi è una netta distinzione fra 'Hokku haiku e haikai ed in genre oggi haiku li ingloba tutti

E' l'hokku quindi il primo collegamento cominciante di una catena molto più lunga dei versi conosciuti come haika.

Poiché il verso hokku ha dato il "tono" per il resto della catena poetica, ha occupato una posizione privilegiata nella poesia del poeta haikai. Così questa nuova forma della poesia che prende nome di haiku doveva essere scritta, letta e capita come poema indipendente, completo in sè, piuttosto che la parte di una catena più lunga.



In gran parte con gli sforzi di Masaoka Shiki, questa indipendenza è stata stabilita formalmente nel 1890 attraverso la creazione dell' haiku di termine.

Come si fa a sapere se alcuni componimenti sono haiku?

I versi famosi del 1600-1868) padroni del priodo Edo (come Basho, Yosa Busone Kobayashi Issa),

definiscono quali sono gli hokku corretti e come devono essere disposti nella prospettiva della storia del haikai.

Anche se ora sono letti generalmente come haiku indipendente.



HAIKU per la GENTE: Entrambi i termini, sono trattati ugualmente!



IMPORTANTE SAPERE CHE

La riforma di Kawahigashi Shiki introdotto da Hekigoto ha in più due ulteriori proposte:

-1)Haiku sarebbe: più allineato alla realtà se non ci fosse centro di interesse in esso.

-2)Importanza della prima impressione del poeta,

l'appena come era, degli oggetti presi da vita quotidiana e di colore locale per generare la freschezza. La distinzione fra il hokku ed il haiku può essere maneggiata usando i termini Haiku classico e Haiku moderno

.RICAPITOLANDO

La storia del haiku moderno data dalla riforma di Masaoka Shiki, è cominciata nel 1892,

Ha stabilito l' haiku come nuova forma poetica indipendente.

La riforma dello Shiki non ha cambiato due elementi tradizionali del haiku:

la divisione di 17 sillabe

in tre gruppi di 5, 7 e 5 sillabe

e dell'inclusione di un tema stagionale

ari@dipoesi@


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domenica, 29 novembre 2009

Soffio

memoria, guerra, pagine di vetro, poesia storia, riproponendo

 







.:.







Un soffio, solo un soffio 

e la polvere del passato ti invade 

sale su per le narici, impietosa 

colmandoti i polmoni

soffocandoti.





Come dimenticare l'urlo 

che nasce dalle viscere. 

Quel dolore che profondo 

si fa spazio tutt'intorno 

rabbuiandoti 





Quando le stelle di dentro 

diventano fioche, 

le maree si annullano.

Si vive eternamente 

gravitando nel dolore. 





Un padre che sopravvive ai propri figli 

diventa un buco nero 

che inghiotte immense luci, 

senza neanche farci caso. 





Fortunato chi dice "il tempo medica!”

Non conosce quel dolore 

che ovatta tutti i suoni 

e oscura ogni colore. 





Come una ladra è arrivata l'ombra 

ha allungato  quel giorno la sua falce 

e subdola il pungiglione, crudele 

ha conficcato nell'unico mio giglio. 





Ma se un giardino pieno 

pur n' avessi avuto, 

non avrei risparmiato la mia vita 

perché a me, fosse lui sopravvissuto. 







Guardati intorno, dimmi che vedi. 

Non vedi forse la cenere sparsa 

lasciata da quella supernova 

che ci inondò accecandoci? 





Non vedi forse, i brandelli di pelle 

sparsi dovunque e spettri d'alberi 

dov'era il corso tranquillo dei fiumi 

negli impietriti solchi d'adesso? 



Dimmi che vedi,giovane sguardo di donna. 

Fammi capire cosa videro 

dopo quel fungo nauseabondo 

quelli che mentre il mio mondo moriva, 

osannanti urlarono

vittoria!








 .:.



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alle ore 19:21
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lunedì, 09 novembre 2009

o'lume

poesia, amore, anima, poesiadialettale





lampare



Quanno tutt'anzieme

se ammortano e lampare

rimmane rint'o scuro

na luce sulamente

 a rischiarà a paura




E' o lume

 
  d'o pensiero e te

ca me fa luce.


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alle ore 17:24
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mercoledì, 04 novembre 2009

Il compleanno dello scrittore

racconti brevi, gente strana, riproponendo

 


 


50 anni di vita, sapeva bene di essere uno scrittore affermato, lo invitavano in tutti i circoli culturali.


 Era uno dei personaggi più in vista nel mondo letterario, tenuto in grande considerazione dai mass-media che spesso richiedevano le sue opinioni.


Il suo fascino d’artista era amplificato dal fisico slanciato e dal suo sorriso cordiale, senza tenere conto della simpatia che con naturalezza riusciva a suscitare in chi incrociava, anche solo per un istante, il suo sguardo sereno.


Era soddisfatto di se, talmente soddisfatto che si sentiva serenamente appagato dai suoi successi e dalla vita.


50 anni, era tempo di raccogliere quello che aveva seminato, e la raccolta era ormai fruttuosa.


Un compleanno passato inosservato mette in crisi, e quella sera, si rese conto che aveva già superato il mezzo secolo di vita, era passato in fretta, quasi non se n’era accorto, i giorni si erano susseguiti vertiginosamente.


Ora, era nel suo studio con un brandy ghiacciato da sorseggiare, con le sue caramelle alla liquerizia, a festeggiare l’inizio dell’età matura, da solo, seduto al suo computer.


Decise, per festeggiarsi, di ricapitolare in un brano tutto quello che nel corso degli anni aveva voluto comunicare con i suoi scritti.


Nessuno, meglio di lui, avrebbe potuto decifrare lo spirito che aleggiava tra le righe dei suoi componimenti, di questo n’era certo.


Trascorse tutta la notte a sfogliare i files dei suoi scritti, alcuni non li ricordava nemmeno; erano bozze di brani, scritti in momenti particolari e mai più riletti, alcuni poi, erano pagine di diario, in cui parlava semplicemente di cose osservate nel corso di incontri e riunioni in casa di artisti a lui vicini, altri invece, erano commenti a testi di vecchie canzoni popolari e molto altro ancora.


Una folla di considerazioni si avvicendavano, scriveva convulsamente tutto quello che gli si affacciava alla memoria, pensando che sicuramente, sarebbe stato in grado di ricomporre, con logica visione di insieme, tutti quei pezzi che come frammenti di specchi lo rifletevano mano a mano che riaffioravano .


Alle prime luci dell’alba ancora sfogliava i suoi scritti, incredulo, sorrideva o faceva smorfie di disapprovazione, le sue mani nervose sfioravano la tastiera del computer come se suonasse un concerto per pianoforte.


Apriva e chiudeva files, scriveva commenti ai suoi brani, ci ritornava, dopo aver letto alcuni altri scritti aperti , senza accorgersi nemmeno, che la stanza era diventata invivibile, per la densa coltre di fumo prodotta dalle tante sigarette accese.


 La bottiglia vuota del suo brandy preferito e il posacenere colmo di mozziconi di sigarette e di carta colorata delle caramelle alla liquerizia, stavano a testimoniare il lungo periodo passato a cercare di riassumere, in bella veste, la sua filosofia di vita.


Alle sette in punto, come ogni giorno, Marta, la donna di servizio, aprì la porta dello studio, certa di trovarlo libero ma la luce accesa della lampada e quell’odore acre di fumo, la fecero desistere dall’entrare, non voleva disturbare lo scrittore, ma non si trattenne dal commentare la cosa, come spesso faceva parlandosi addosso, socchiudendo la porta, infatti, mormorò ad alta voce: « ma come si fa a passare una notte intera a scrivere scemenze che nessuno legge?».





Lo scrittore, ascoltò quella considerazione mormorata con tono di incredulità, si fermò, alzò finalmente lo sguardo dalla tastiera e si accorse che il sole si affacciava curioso dai vetri della finestra che dava sul giardino.


Aprì la finestra, respirò la fresca aria del mattino, poi, con le dita, scrisse sul vetro, ''50 anni: ho scritto della vita, ma non l’ho vissuta''.



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alle ore 16:13
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mercoledì, 21 ottobre 2009

idoli e altari

poesia











 Sono caduti gli idoli.

Gli altari sono scarni

Ora


l' uomo m'appare


com'è nella sua natura


Stanco!


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alle ore 22:42
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venerdì, 02 ottobre 2009

oltre l'eco il sogno

mare, poesia, favole, diario, sogni, fantasia, streghe, estate, fate, cerchi, spiriti ribelli, pagine di vetro, cieli sereni

la nave foto gentilmente cossessa da Rcardo De Blasioche ne detiene i dritti d'autore







Rompe l'azzurro profilo che delinea il mondo



il vecchio mercantile arenato tra le rocce.



Lì sullo scoglio muto che ringfrange l'eco delle voci a bordo,



assorta, attendo che lo sfondo cambi.



In quel sereno squarcio



tra cielo e mare immersa,



mi racconto le favole più belle.



La nave si fa cocchio tirato dai delfini



verso le ignote mete, oltre il filo dei destini.







.:.









ringrazio il mio amico Argentino Ricardo De Blasio per avermi concesso l'autorizzazione ad usare la foto di cui sopra di cui detiene i diritti d'autore.

 


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alle ore 18:20
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venerdì, 02 ottobre 2009

spettro di memorie

poesia, estate, maree, desideri, anima, attese, dedica ad un amico, pagine di vetro





foto di Ricardo De Blasio mare

foto concessa in uso da Ricardo de Blasio che ne detiene i dititti d'autore









Il disco rompe l'ombre della noia



nel mare s'intinge e tinge l'onde d'oro



Dalla sdraio sull'arenile



sogno danze di sirene



Rasserenato il pensier naviga muto



la dove l'orizzonte sfuma e l'infinito incontra.







.:.


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alle ore 17:45
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mercoledì, 23 settembre 2009

10309

poesia, amore, vita, fantasia, streghe, anima, folletti, piume, cerchi, trasparenze, spiriti ribelli, pagine di vetro, giochi poetici, haiku- tanka renga, magie sannite, pozioni magiche, pianeta uomo, metriche orientali, pensieri rosa, cieli sereni



iostregaiofata



Vestita di buio

danzo all'amore eterno. 

Io strega io fata .


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alle ore 13:52
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martedì, 22 settembre 2009

haibun della sera

pensieri, vita, streghe, cerchi, trasparenze

sono una fata







Questa notte l'aria è umida, penetrante.



 Il profumo delle zagare si posa sul davanzale.



 Il ticchettio del pendolo sgombra il silenzio.



 Entro nella camera oscura a sviluppare la mia vita.



 La sigaretta accesa  faro tuo nell'ombra.





 Anelli di fumo ricamano la presenza. 



Nel tiepido letto disfatto s'addormenta il desiderio.





 L'alba indugia sul pergolato e il gallo s'attarda a far sorgere il mattino.



 Abbracciata al mio incantesimo sorrido.









Sfioro la luna





     su gocciole di brina





sono una fata.



.:.









  







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alle ore 22:02
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lunedì, 14 settembre 2009

attesa di madre

poesia, vita, trasparenze, spiriti ribelli, riproponendo, pensieri rosa

Dischiudi le mani tremanti
all'alba del giorno che muore.

Il cerchio d'ombra,
disegna, impietoso
il confine del certo.

Tutto esce fuori dal sogno,
e avanza reale la sera

Solchi arati dai ricordi
nella sabbia di quella clessidra
ancora una notte.

- sul ramo più alto del pioppo, il gufo osserva curioso -

Dietro la finestra socchiusa,
sgrani il rosario legnoso
ancora una posta, ripeti, mentendo a te stessa.

-il silenzio batte le nocche ossute sul muro della speranza-

Lumino acceso
rischiara il ritorno
del frutto di grembo
maturato lontano.

- si allungano le ombre, nel vicolo cieco non s'odono passi-

L'eco ritorna di voce bambino
che obbedienza assicura
un sorriso accennato e poi il nulla.

-batte lento il quarto la civica, requiem solenne al tempo che fugge-

Rincuora ogni ave,
spalanca il cancello
mai chiuso da allora.

-profumo di pane fragrante si espande all'aurora-

Domani, domani ritorna,
ti sai dire ancora
Fedele, riponi sgranata corona.

- lascia cadere il buio il manto nel mare-

Riflessa allo specchio,
distogli lo sguardo,
per non disperare.

-al canto del gallo si è spento il lumino-

Tremi al pensiero che il tempo si fermi,
senza averlo ancora una volta
tenuto stretto al tuo cuore.


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alle ore 16:16
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martedì, 08 settembre 2009

il posto dei poeti

poesia, malinconico, spiriti ribelli, fioridipensiero, riproponendo


 


Cappelli impolverati


giacciono


su pastrani smessi


gardenie ammuffite


infilate all’occhiello


macchiano sciarpe di seta


accatastate


sulle sedie di paglia.


 


Luccicano ancora


orologi a catena


che non segnano ore


pendenti dai taschini.


 


La calda radica


di tavoli divelti


mostra nostalgica


macchie di inchiostro


gocciolate un tempo.


 


Sul pavimento sparsi


appallottolati fogli


e altri ben distesi


con schizzi di parole


figure complicate


e frasi cancellate.


 


-Tutto tace, è il suono del niente-


 


Solo il ritmo claudicante


di un becero canuto


sorride al mio saluto


mostrando bocca vuota


di denti e di parole


 


Si sente amplificato


quel muto vocalizio


che spegne ogni speranza


nella penombra opaca


di quel che un tempo era


il ritrovo; dei poeti.



.


 


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alle ore 14:25
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lunedì, 31 agosto 2009

A mia madre.

poesia, vita, memoria, solitudine, piume, attese, male di vivere, pagine di vetro


CIMG4265









Briciole di tempo

disegnano dune

nelle clessidre mute



Immersa nel silenzio

rivivo la tua voce

ritrovo ombre di sereno

nell'abbraccio ormai negato



Intono in punta di dita


il ritmo costante


di una ninna nanna


che commuova il cielo


a ridonarmi


il profumo di te.


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mercoledì, 12 agosto 2009

San Lorenzo nei tuoi occhi

poesia, vita, fantasia, estate, piume, fate, trasparenze, magie sannite, pozioni magiche, pianeta uomo, cieli sereni

tempo di stelle

Specchi di cielo incisi nei tuoi occhi

Filigrane di stelle rischiarano

 cieli neri d'anima in tormento

 Nel silenzio del vento s'ode l'eco 

del canto d'erba tesa a dissetarsi

 di perle ricamate dalla brina

istantanea di vita che mi calma

e rende dolce il tempo amaro.

Giusta mercede al dì della fatica.

.:.


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martedì, 28 luglio 2009

sera d'estate

poesia, vita, diario, streghe, piume, fate, dedica, trasparenze, pagine di vetro, magie sannite, ghiribizzi, cieli sereni

RICAMI DI ARIA

 Seduta

sulla rupe del tramonto

 drappi di vita tra le mani

Ricamo

col filo dei ricordi 

 moltitudini di stelle.

 

S' innammorerà 

della notte

il mondo.

.:.


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alle ore 13:31
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mercoledì, 22 luglio 2009

è sera

vita, streghe, piume, trasparenze, spiriti ribelli, pagine di vetro, magie sannite, pozioni magiche, pensieri rosa, cieli sereni



Polvere di stelle
 sulle ali del mio presente
inscrivono note suadenti
Sorridono gli angeli.

.:.


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alle ore 11:42
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mercoledì, 22 luglio 2009

preludio del mattino

vita, diario, esercizi di stile, anima, piume, cerchi, trasparenze, spiriti ribelli, pagine di vetro, scriverescrivere, fioridipensiero, magie sannite, pensieri rosa, ghiribizzi, cieli sereni



Notte silente. Schiava delle stelle
alla luna confidi il tuo tormento
mentre Venere copula con l'alba.

.:.


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venerdì, 17 luglio 2009

viaggi, articolo, pellegrinaggi

Sulle orme di Padre Pio: tracciato dei pellegrinaggi a Pietrelcina.

di Angela De Blasio

 

Tra le verdi colline beneventane a pochi chilometri dalla città capoluogo sorge la città di Pietrelcina

luogo natale di Padre Pio.

Il piccolo paese con le sue case di pietra, conserva come in uno scrigno i luoghi dove il santo frate ha vissuto da bambino con la sua famiglia, dove ha conosciuto e ricevuto i sacramenti del battesimo, della comunione e della cresima e ha accolto a piene mani  la sua vocazione sacerdotale.

Il Pellegrino sulle orme di Padre Pio,   in questi luoghi, dove il piccolo Francesco ha avuto tantissime visioni, ha lottato contro il demonio, e ha ricevuto le stimmate, troverà  tutto intatto il rispetto per la natura della gente sannitica e  l’umiltà e la semplicità della gente di campagna.

 

All’ingresso del paese è posto il convento dei Frati Minori Cappuccini che è  il centro di accoglienza per il pellegrino, ed è luogo di raccoglimento e preghiera e sede del museo di Padre Pio. All’uscita del convento è lo stesso lastricato (rifatto da poco) a invitare il visitatore a proseguire sul sentiero che porta ai luoghi cari al Santo.

 Si continua lungo quelle viuzze strette e tortuose rapiti da continue scoperte di angoli caratteristici dove il tempo sembra essersi fermato  che portano prima alla Chiesa Parrocchiale dedicata alla Madonna della Libera, (dove è conservato il confessionale in cui San Pio era solito intrattenersi a confessare per ore ma che è anche il luogo dove egli celebrò la sua prima Messa), per proseguire lungo le scalette di porfido che seguono il declivio dolce del colle su cui è arroccata la cittadina, sul percorso che porta alle case di Padre Pio, è possibile qui, sulla strada del ritorno, comprare prodotti tipici locali e oggetti ricordo.

 

Dopo aver visitato le case e la Morgia ( un ammasso roccioso presso le case del Santo) che tanto spesso il frate citava nelle raccomandazioni di saluto “guagliò salutami la Morgia” indicandola come simbolo di Pietrelcina e nel frattempo dello spirito semplice ma dal forte temperamento dei Pietrelcinesi, si può proseguire lungo la via del Rosario per raggiungere Piana Romana dove è ubicata la Masseria Forgione che è una casetta presso il piccolo appezzamento di terra di proprietà Forgione e luogo dove ebbe inizio il manifestarsi delle stigmate.

  Fu qui che nel 1910 venne a ritemprarsi, quando per la sua malattia  ebbe il permesso di lasciare il convento e di vivere nella sua casa natale a Pietrelcina. Il frate  tutti i giorni dopo aver celebrato la Messa raggiungeva la masseria dove il fratello Michele, aveva costruito per lui una capanna per dargli modo di raccogliersi a pregare e meditare senza rinunciare a stare all'aria aperta, nella speranza che avrebbe giovato ai polmoni malati del fratello.

Questa zona di raccoglimento, detta il boschetto, si trova appena dietro la casa di campagna, presso un olmo, dove c'è anche una roccia che gli faceva da seggiolone. In questo posto tranquillo e salubre, padre Pio ebbe visioni di angeli ma fu anche luogo di tremende lotte con il demonio.

 E'proprio in questo luogo che si trova oggi la Cappella delle stigmate costruita attorno all'Olmo a cui era appoggiata la capannuccia di paglia nella quale Padre Pio pregava solitario.

 E'ancora qui che nel 1912 il Frate di Pietrelcina ha ricevuto le stigmate per la prima volta ed è’ sempre qui, in questo luogo pregno di pace e di preghiera che Padre Pio ha ricevuto il dono mistico della Trasverberazione, ovvero i segni della completa partecipazione alla passione di Cristo.

Per  accoglie le celebrazioni eucaristiche nella zona di Piana Romana, è sorta una nuova Chiesa, capace di accogliere numerosi pellegrini.

Durante la buona stagione le celebrazioni avvengono all'aperto, davanti alla cappella dell'Olmo.


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alle ore 16:03
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lunedì, 13 luglio 2009

ossimoro di vita

piume, malinconico, trasparenze, pagine di vetro, scriverescrivere, fioridipensiero

oasi

Procede dritta verso mete ignote
intreccia  in sincronia perenne
compromessi con gli eventi,
ricama oasi appaganti
e smussa gli angoli dei sogni.
Eppure, nel gracchiare ossessionante
dello stagno, l'eco ritorna
di quel principe perduto.
Istantanea di un sorriso.
Semplicemente complicata
questa vita.


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lunedì, 23 marzo 2009

24 marzo 2009

natura, poesia, attese, malinconico, haiga, haiku- tanka renga

Il freddo arretra
con i gatti già in fila
attendo il suono


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domenica, 22 marzo 2009

21 marzo 2009

poesia, metriche orientali

neve sui colli sanniti

neve sul colle
la rondine non torna
gelo e morte nel cuore

°


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domenica, 01 marzo 2009

Ombra

poesia, vita, ritratti, meditazioni, anziani, cerchi, pianeta uomo

 

Luccica il porfido
al chiaror di luna
scivoloso il passo

Finestre spente
nel vicolo stanotte
guardano al silenzio


Vaga stanca l'ombra
che struscia con fatica
chiocciola di carrello.
 
Muta la preghiera
e piove ancora buio
su sella di speranza.

S'infrange l'ombra d'Ombra
su muro di mortella
tingendola di scuro.

Cocci sparsi di vita
lamiere di pensieri
raccolti sulla via.

Il bastardo rognoso
segue al passo
leccandogli le dita.

Lui solo sa di certo
ch'un tempo non lontano
prima d'errar raminga

Quell' ombra fu una fata

.


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giovedì, 29 gennaio 2009

sera

poesia, vita, desideri, fioridipensiero, magie sannite



pace

Scema la luce.

Il disco oltre il monte
tinge d'arancio la vallata
e nel fiume si disperde

Sfiora il vento
sul tratturo scuro
le gialle dita di ginestre
espandendone fragranza

Tutto è silenzio intorno.

Potesse questa pace
scendermi nel cuore,
come danza di colori,
sui giorni miei rimasti.

.:.


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lunedì, 15 dicembre 2008

ghiribizzo

poesia, streghe, folletti, trasparenze, pagine di vetro, scriverescrivere, fioridipensiero, pozioni magiche, ghiribizzi

 

ghiribizzo

Permeare

con punte di dita il tramonto

sparpagliandone i colori


Raccolto nell'aria da ariadipoesia
alle ore 15:25
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domenica, 14 dicembre 2008

Natale

poesia, vita, presepi di aria

presepi viventi

Il vagito,
nella notte del Giorno
squarcia l'attesa

Gemme
di speranza
brillano

Ora
è tempo
che ricominci il canto


.:.


Raccolto nell'aria da ariadipoesia
alle ore 11:19
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giovedì, 11 dicembre 2008

buone feste!

poesia, vita, poesia sociale, presepi di aria

natale commerciale

Esile tessuto di  ragno
sulla porta socchiusa al destino del mondo
è la speranza.

Strenne natalizie
distraggono le genti
e in luci colorate ogni coscienza è stinta.

Scarseggia il pane sulla mensa del mondo

stolta la vecchia idea di pace,
trattiene i giovani in trincea

Si contano i dispersi
nelle mute fabbriche
ci resta nelle mani la tessera

Elemosina di Stato.

Ed è Natale?

Per gli increduli sopravvissuti

una voce metallica
 incessantemente
continua a ripetere
 buone feste.

.:.

 


Raccolto nell'aria da ariadipoesia
alle ore 19:30
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giovedì, 11 dicembre 2008

il Presepe vivente

poesia, presepi di aria

Eccola la Madre china sul figlio
ad accogliere il vagito
che come lame a doppio taglio
squarcia questa gelida notte stellata

Nemmeno un fuoco acceso
in questa baracca di cartoni
presso la discarica cittadina.
Giuseppe cerca tra i rifiuti
quello che ad altri più non serve
per festeggiare con decoro
l'indifferenza del mondo
al grido dei diseredati 
infranto nelle vetrine
dell'ipermercato.

Tre gatti randagi riscaldano la culla
  fa chiaro al buio una lucerna
  ma tra gli avanzi il nulla
.


Raccolto nell'aria da ariadipoesia
alle ore 19:02
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mercoledì, 10 dicembre 2008

gli struffoli di mia nonna

dolci tradizionali campani

Gli struffoli sono un tipico dolce Campano una delle tradizioni a cui siamo sinceramente affezionati , la mia cara nonna era un'artista nella materia e così mi sono sentita obbligata anche io a tentare questa ricetta nonostante non sono un gran cuoca.

Come ogni buona ricetta molte sono le variazioni sul tema e anche cercando in internet troverete ricette abbastanza diverse su come fare gli struffoli, di seguito vi propongo la versione molto semplice che da sempre viene preparata nella mia famiglia.




Struffoli dunque, ed è fine anno, come pastiera ed è Pasqua.

Belli, biondi, variopinti, croccanti, appiccicosi. Che spettacolo !
 i multicolori diavolilli sottolineano il clima festivo.


Sono piccolissimi i confettini che si usano solo per decorare, mentre il loro sapore si afferra appena.

Risultano essere un impasto di farina, uova, aroma di liquore amalgati poi col miele.

Gli struffoli sono un pezzo della nostra storia, ricordano le notre origini Greche ( il nome deriva da strongulos ) e ci riportano al fantastico Oriente, ai suoi dolci caramellosi, grondandi di miele.

Veniamo agli ingredienti:
 500g di farina, 5 uova, 5 cucchiai di olio extravergine d'oliva, 500g di miele, 1 cucchiaino di lievito paneangeli, la buccia grattugiata di un limone e zucchero.


In un recipiente inserite il contenuto delle 5 uova, 5 cucchiai di olio, 3 cucchiai di zucchero e la buccia grattugiata di un limone amalgamate il tutto e poi inserite la farina un pò alla volta impastando il tutto alla fine mettete l'impasto su un piano e impastate con le mani (ricordate di mettere un pò di farina sulle mani per evitare l'adesione dell'impasto alle stesse); alla fine dividete l'impasto in varie parti e facendo scorrere tra le due mani la pasta dovete ottenere dei bastoncini tubolari (larghi quanto un dito) e tagliarli a piccoli pezzi come da foto.

Finita la prima fase dovete friggere le palline di pasta in olio bollente, alzarle quando sono dorate e metterle in un colapasta o in un recipiente foderato di tovaglioli per assorbire l'olio in eccesso.

Quando avete finito di friggere tutti i pezzi, mettete sul fuoco una padellona con i 500g di miele e i 5 cucchiai di zucchero e girate continuamente per circa 20 minuti, il tempo è indicativo quello che è importante e che l'insieme di miele e zucchero raggiunga una colorazione ambrata, quando la colorazione vi sembra giusta inserite nella padella le palline di pasta precedentemente fritte e rigiratele in modo che si coprano bene di miele poi su un piano di metallo o di legno (leggermente bagnato per evitare l'adesione) versate le palline formando vari blocchi ognuno composto da molte decine di palline.

La ricetta è praticamente finita per gustare il tutto dovete aspettare che si raffreddino gli struffoli e volendo potete abbellirli con frutta candita e confettini colorati.


Raccolto nell'aria da ariadipoesia
alle ore 19:09
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martedì, 09 dicembre 2008

Giorno

poesia, amore, vita, diario, sogni, piume, attese, trasparenze, dedica ad un amico, luce creazione

giorni

Un ultimo sfavillio e la luce assorbirà i colori

arranca nell'ascesa l'umana specie

gicché la creta il soffio ne assorbì

e l'anima fece prigioniera di materia.

 Ninive è vicina 

ma il giusto non si trova.

Fermi al passo, attori attoniti

stretti dalla morsa dell'adesso .

 La spada dell'ordine dell'Alfa e dell'Omega

Michael mostra minaccioso di misericordia

leggera piuma d' ali colma

l'orma del buio pesto sotto la suola.

Taccia la bonaccia e la  tormenta scemi,

si ascolti la parola viva 

oltre la roccia

della stolta indifferenza.

 

Uni verso  al baratro affonda

servo si fa l' Uno a cui legarsi alla cordata

diventa imperativo

risalire la roccia sgretolata

di quell'alfa diventata omega.

.:.

 

 

 

 


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alle ore 16:26
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sabato, 27 settembre 2008

E luce fu

poesia, pagine di vetro, luce creazione

luce fu

In notti cosmiche senza futuro

al soffio armonico ti concedesti

 aurora, elegante nell'incedere

da levante allungasti le tue dita

sparpagliasti la malinconia del buio.

E luce fu sul mondo dei colori

dono divino in filamenti d'arte.

.:.

.:.


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alle ore 23:01
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martedì, 23 settembre 2008

luci

poesia, mamma, dedica, dialettando

candela buio

Quanno tutt'anzieme
se astutene e lampare
rimmane rint'o niro
na luce sulamente
 a rischiarà a paura


E' o lume d'o penziero e te
ca me fa luce.


Raccolto nell'aria da ariadipoesia
alle ore 14:34
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giovedì, 18 settembre 2008

buongiorno2

poesia, buongiorno, collezioni, haiga, haiku- tanka renga, scriverescrivere, metriche orientali




Vento leggero
introduce l'aurora
Giovedì fresco


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alle ore 21:43
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